Caso camici, Fontana: negozio corretto, male è in chi guarda -2-

Red-Mch

Milano, 27 lug. (askanews) - "Dei rapporti negoziali Aria-Dama nulla ho saputo fino al 12 maggio scorso, data in cui mi si riferiva che era stata concordata una rilevante fornitura di camici a titolo oneroso. Sono tuttora convinto che si sia trattato di un negozio del tutto corretto", ha spiegato Fontana nel discorso di oltre un'ora al Pirellone davanti ai consiglieri della Lombardia per i chiarimenti sul caso camici.

"Ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento e di considerare quel mancato introito come un ulteriore gesto di generosità", ha aggiunto Fontana. "La magistratura - ha ricordato il governatore - sta lavorando proprio su questo punto, ipotizzando, secondo le ricostruzioni della stampa, una diversa ricostruzione relativa ad un mio coinvolgimento nei fatti".

Fontana ha poi voluto sottolineare di aver "spontaneamente considerato di alleviare in qualche modo l'onere dell'operazione, partecipando personalmente, proprio perché si trattava di mio cognato, alla copertura di una parte di quell'intervento economico. Si è trattata di decisione spontanea, volontaria e dovuta al rammarico nel constatare che il mio legame di affinità aveva solo arrecato svantaggio ad una azienda legata alla mia famiglia", ha spiegato il governatore.

"E così quel gesto è diventato sospetto, se non addirittura losco: non è vero che la rinuncia al pagamento, definita 'donazione' con spirito del tutto irridente e poco nobile, sia dipesa dalla presenza di Report: Report in realtà si è palesata con le prime domande sul punto solo il 1 giugno, quando erano già trascorsi 18 giorni", ha concluso Fontana.

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