Caso camici: Fontana sanzionato dall'Anac per omessa... -2-

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Milano, 28 lug. (askanews) - E' sul quel mandato fiduciario misto che ora sono puntati i riflettori dei pm milanese. Soprattutto perchè Fontana avrebbe tentato di utilizzare parte di quella somma - 250 mila euro - per compensare il cognato Andrea Dini del mancato profitto che avrebbe ottenuto Dama (società che tra l'altro controlla il noto marchio Paul&Shark e partecipata al 10% anche da Roberta Dini, moglie del governatore) se il contratto di acquisito da 513 mila euro ottenuto in affidamento diretto da Dama il 16 aprile per la fornitura di 75 mila camici e 7 mila dispositivi sanitari non fosse stato trasformato a cavallo del 20 maggio in un contratto donazione. Il problema, secondo la ricostruzione dei pm Paolo Filippini, Luigi Furno e Carlo Scalas, è che quella fornitura non venne mai completata: solo 50 mila camici vennero effettivamente consegnati alla centrale acquisti da Dama. Questo perchè Dini, nella speranza di rientrare almeno in parte dal mancato profitto dovuto alla decisione di trasformare il contratto, avrebbe tentato di rivenderli sul mercato a un prezzo superiore da quello previsto nel contratto iniziale con Aria. Un'operazione che, secondo i magistrati milanesi ha provocato un danno alla pubblica amministrazione: nella fase più critica dell'emergenza Coronavirus, quando cioè c'era un disperato bisogno di materiale e dispositivi sanitari da assegnare a medici e infermieri, non vennero consegnati 25 mila camici. Segno - sospettano i magistrati - che, nonostante le migliaia di vittime provocate dal Covid in Lombardia, il governatore ha privilegiato la salvaguardia della sua reputazione più che la tutela della salute pubblica. Insieme a Fontana e a suo cognato Andrea Dini, sono indagati l'ex direttore generale di Aria Filippo Bongiovanni (si è dimesso dall'incarico) e la responsabile dell'ufficio gare della centrale acquisti lombarda Carmen Schweig. L'accusa, per tutti, è frode nelle pubbliche fornitura, mentre a Dini e Bongiovanni è anche contestata la turbata libertà nella scelta del contraente.