Caso camici, i pm: "Preordinato inadempimento per accordo retrostante"

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"La scansione cronologica dei fatti porta a ritenere che si sia trattato di un preordinato inadempimento, per effetto di un accordo retrostante". Lo scrivono i pm milanesi titolari dell'inchiesta sul caso camici, che vede indagato il governatore lombardo Attilio Fontana, nel decreto di perquisizione scattato nei confronti del cognato del presidente di Regione Lombardia - Andrea Dini alla guida della società Dama - che doveva garantire la fornitura di camici in piena emergenza Covid-19.

Nel decreto, già riportato da alcuni quotidiani, si ripercorrono le tappe temporali che portano alla richiesta di trasformare la commessa da 75mila camici in "parziale donazione" di 50mila, causando un danno alla Regione per la "mancata consegna di 25.647 camici". Un cambio in corsa che coinvolge la società Dama e Aria, la centrale acquisti del Pirellone, "nella consapevolezza delle parti di una situazione di conflitto di interessi derivante dal rapporto di parentela/coniugo tra la proprietà e l'amministrazione della Dama spa (la moglie di Fontana è proprietaria del 10%, ndr) con il presidente della Regione Lombardia".