Caso camici, testimone: Dini famiglia generosa nelle donazioni

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Milano, 30 lug. (askanews) - "La famiglia di Andrea Dini è una famiglia generosa e molto riservata nelle donazioni che vengono elargite in un vero spirito di solidarietà. Il Ponte del Sorriso, che rappresento, ha da sempre beneficiato del sostegno sia di Dama spa che dei coniugi Dini, che molto hanno fatto anche per il nostro ospedale materno infantile varesino, non solo economicamente ma anche partecipando alla vita attiva della nostra fondazione". E' quanto dichiara Emanuela Crivellaro, rappresentante de "Il ponte del sorriso", la onlus di Varese a cui Andrea Dini, cognato del governatore Attilio Fontana, avrebbe tentato di rivendere i 25 mila camici che facevano parte della fornitura da 75 mila commissionata dalla centrale acquisti della Regione Lombardia e trasformata in donazione. Come emerge dal decreto di perqusizione che ha portato la Guardia di Finanza a ritracciare e sequestrare l'intero lotto mancante nel magazzino della Dama (il provvedimento è stato anticipato dal Corriere della Sera e altri quotidiani), il 20 maggio la donna venne contattata da Dini nel tentativo di "piazzare" sul mercato i camici rimasti esclusi dall'iniziale contratto fornitura: "Ciao, abbiamo ricevuto una bella partita di camici. Li vendiamo a 9 euro, e poi per ogni 1000 venduti ne possono donare centro". La generosità della famiglia Dini, prosegue Crivellaro, "non è venuta a mancare nemmeno durante il periodo Covid, quando, come altre associazioni, anche noi abbiamo cercato di aiutare i nostri ospedali nel reperimento di Dpi. Per questo motivo ho avuto quindi dei contatti durante il periodo più buio della pandemia. Dama ci aveva donato dei camici, che noi abbiamo consegnato ai nostri ospedali. Di questo - puntualizza - la Procura di Milano, nei primissimi giorni delle indagini, ne era venuta a conoscenza, anche perchè argomento largamente diffuso sui giornali locali e sui nostri canali di comunicazione". Crivellaro chierisce di essere stata sentita come "persona informata dei fatti" dai pm milanesi che hanno messo sotto indagine il governatore Fontana, suo cognato Dini e l'ex dg di Aria Filippo Bongiovanni per frode nelle fornitire pubbliche: "Ai magistrati ho descritto quanto era avvenuto in quei giorni difficili, situazione sulla quale intendo mantenere il più stretto riserbo".

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