Caso Cervia, moglie: mio marito venduto come un pezzo di... -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 12 set. (askanews) - "E' successo un po' di tutto in questi anni ma noi non vogliamo e non possiamo dimenticare quello che è successo. Perché qui si tratta di un cittadino italiano, un cittadino che era stato formato e addestrato dalla Marina Militare per servire la sua Patria e che è stato venduto come un pezzo di ricambio a corredo di armamenti particolarmente sofisticati. Ora aspettiamo risposte da parte dello Stato a proposito del processo civile che abbiamo intentato contro il ministero della Difesa e il ministero della Giustizia perché il comportamento di alcuni loro esponenti avrebbe violato il nostro diritto alla verità. E' passato quasi un anno e aspettiamo ancora la sentenza, per questo siamo un po' preoccupati. Ribadisco che a noi - ha concluso Marisa Cervia- non interessano soldi di risarcimento ma solo la verità: ecco perché abbiamo chiesto simbolicamente soltanto un euro di risarcimento danni".

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