Caso Cucchi, annullate le assoluzioni dei medici. Processo da rifare ma da oggi va in prescrizione

Stefano Cucchi (LaPresse)

Tutto da rifare. La Cassazione annulla la sentenza dell’Appello bis che aveva assolto i cinque medici dell’ospedale romano Pertini accusati dell’omicidio colposo di Stefano Cucchi. I proscioglimenti sono stati annullati ma oggi, giovedì 20 aprile, scatta la prescrizione del reato.

Il verdetto è stato emesso dalla I Sezione Penale dopo una Camera di Consiglio di circa tre ore. I medici rinviati a giudizio dono Aldo Fierro, Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi Preite De Marchis e Silvia Di Carlo. Il rinvio a giudizio è puramente teorico perché il reato è in prescrizione. “Dobbiamo ringraziare i medici legali che in questa vicenda hanno portato tutta la loro confusione”, ha commentato Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano che dal 2009 si batte per ottenere giustizia. “Oggi sappiamo finalmente chi ha ucciso Stefano, la mia giustizia consiste nel fatto che ora tutti l’hanno capito”.

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano

Il riferimento è al pm Giovanni Musarò che ha concluso l’inchiesta bis con una richiesta di processo nei confronti dei carabinieri che arrestarono Cucchi la notte del 15 ottobre 2009. Il procuratore generale Antonio Mura, che nella sua requisitoria aveva chiesto l’accoglimento del ricorso della Procura di Roma contro l’assoluzione dei medici, aveva commentato: “Domani scatta la prescrizione ma oggi c’è ancora tempo per fare giustizia”.

I medici e il primario del Pertini erano stati accusati e poi condannati in primo grado di omissioni gravissime nei confronti del detenuto, al quale non avrebbero dato cibo e neanche acqua. Ora per la morte di Stefano Cucchi si avrà un nuovo processo perché la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dei tre carabinieri Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco per omicidio preterintenzionale. Altri due militari, Roberto Mandolini e Vincenzo Nicolardi, che al processo hanno mentito, rischiano l’accusa per falso e calunnia. Tutti e cinque sono stati sospesi dall’Arma.

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