Caso Cucchi, Fedez: “Giustizia fatta grazie a tenacia dei familiari”

Caso Cucchi Fedez

Dopo la sentenza sul caso Cucchi che si è risolta con la condanna a 12 anni di due Carabinieri, Fedez torna a commentare la vicenda di Stefano. Lo fa postando su Instagram un video risalente all’anno 2014 in cui si era già espresso sulla vicenda.

Caso Cucchi, le parole di Fedez

In quell’occasione aveva avuto un diverbio con Giovanardi, accusandolo di aver dichiarato che Stefano fosse morto di disidratazione. La sua reazione era stata durissima: “Se lui è morto disidratato, io questa sera muoio così perché le sue caz*ate non me le bevo“. A distanza di cinque anni da quel dibattito, il cantante milanese spiega come giustizia sia stata finalmente fatta grazie alla caparbietà della famiglia Cucchi. Questa, sottolinea, ha avuto la forza di battersi contro le istituzioni, i mestieranti della politica e una certa parta di giornalismo.

Approfitta della sentenza della Corte d’Assise per tornare su un episodio simile a quello che ha coinvolto Stefano, ovvero il caso di Federico Aldrovandi. Il giovane 18enne fu anch’egli vittima di un pestaggio ad opera, come ha dimostrato la Cassazione, di quattro Poliziotti mentre era sotto l’effetto di stupefacenti. Fedez rivolge un pensiero alla sua famiglia, denunciando come i giudici abbiano condannato i responsabili a soli 3 anni e 6 mesi, ridotti con l’indulto. E ricorda alcuni particolari della violenza subita da Federico, tra cui i manganelli che si erano spezzati tanta fu la forza usata.

Conclude il suo post con una frase tratta dalla canzone Il blasfemo di Fabrizio de André. Ovvero “Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, mi cercarono l’anima a forza di botte“.