Caso decreti sicurezza, per Di Maio “no a rivederne i principi”

Caso decreti sicurezza, per Di Maio “no a rivederne i principi”

Roma, 30 ago. (askanews) – “E’ per queste ragioni che crediamo non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza”.

Così Luigi Di Maio uscendo dalle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte. E il tema immigrazione che definisce un problema ‘serio, reale, concreto’ si profila subito come uno di quelli più urticanti per la base del partito democratico.

“Vanno assolutamente tenute in considerazione le autorevoli considerazioni del capo dello Stato a quei decreti ma senza volerne rivedere la ratio né tantomeno le linee di principio”.

Di Maio ribadisce che bisogna rivedere il regolamento di Dublino: i voti dati dal movimento alla nuova presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen devono essere tenuti in conto verso questo obbiettivo da ottenere con una procedura d’emergenza.

“Siamo stati lasciati soli in questi anni e abbiamo fatto da soli: ora occorre che sia l’Europa ad occuparsene” ha detto Di Maio.

Ma il tema dei decreti sicurezza resta un punto nodale. Da parte sua il segretario PD Nicola Zingaretti dopo il colloquio con Conte è sembrato minimizzare, dedicando alla questione una breve frase in coda a una riflessione sul tema della sicurezza urbana: “E abbiamo proposto al presidente che anche sui cosiddetti decreti sicurezza si proceda nelle forma dovute almeno al recepimento delle indicazioni che provengono dal presidente della Repubblica”.

Basterà? I rilievi di Mattarella espressi al momento della promulgazione del cosiddetto decreto sicurezza bis potrebbero smontare parte della legge. Il capo dello Stato fra l’altro riteneva irragionevole la multa da un milione di euro per chi salva i migranti; e ricordava che le norme internazionali obbligano a prestare soccorso a chi sia in mare in situazioni di pericolo.