Caso Dhl Supply Chain, Cgil-Cisl-Uil: nulla di nuovo sotto il sole

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Milano, 8 giu. (askanews) - "Sono anni che, purtroppo, denunciamo pubblicamente come troppe volte dietro al nobile concetto di 'cooperativa' si nascondano vere e proprie attività illegali alle quali corrispondono trattamenti dei lavoratori letteralmente indecorosi". È quanto osservano Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil Lombardia in relazione al sequestro d'urgenza di circa 20 milioni di euro operato nei confronti di Dhl Supply Chain Italy S.p.a., società facente parte del gruppo Dhl (da anni tra i leader mondiali della logistica). "In Italia la prepotenza dei pochi prospera sulla quiescenza dei tanti. Noi non siamo fra questi" hanno sottolineato i sindacati.

Al netto del caso specifico, sul quale Cgil, Cisl e Uil si augurano che la magistratura "faccia al più presto piena luce" le organizzazioni dei lavoratori ricordano che dall'inchiesta emergerebbe che attraverso società di intermediazione e finte cooperative sarebbero stati creati "meri serbatoi di manodopera", il cui scopo ultimo, fra gli altri, sarebbe stato quello di abbassare artatamente i costi, non versando tanto l'Iva quanto i contributi dei lavoratori.

"Quello che fa veramente male, purtroppo, è l'ipocrisia di chi oggi si scandalizza ma sino a ieri si ostinava a non vedere quanto, nel mondo degli appalti, accade quotidianamente: dalla mancata applicazione dei contratti nazionali a veri e propri episodi di chiara matrice illegale" hanno aggiunto. "Non ci sfuggono, per quanto sopra, la precise responsabilità anche di Dhl Supply Chain s.p.a. in qualità di committenza, in virtù delle molte sollecitazioni al rispetto delle regole e della legalità, fatte negli anni, dalle organizzazioni sindacali confederali" hanno osservato ancora.