Caso Durigon, Salvini: non c’è un’inchiesta, non deve dimettersi

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 30 apr. (askanews) - Il caso Durigon, il sottosegretario all'Economia a cui la testata online Fanpage.it ha dedicato un lungo servizio giornalistico, "più che una bufera è un venticello. Non c'è neanche un'inchiesta". Lo ha detto Salvini, che a margine di una sua visita all'Avis a Milano per una donazione di sangue ha espresso la sua "solidarietà e stima" al politico pontino e a chi gli ha chieso se debba dimettersi ha replicato "Neanche lontanamente".

Nel video dell'inchiesta Claudio Durigon avrebbe rilevato di non temere l'inchiesta di Milano sui fondi della Lega perché, avrebbe sostenuto, "quello che indaga della Guardia di Finanza, il generale... lo abbiamo messo noi".

"Penso che i 5 Stelle stiano facendo questo cinema per coprire il casino a casa Grillo - ha detto Salvini - Se siamo tutti presunti indagati questa è Nord Corea".

Salvini ha poi smentito di aver detto che la testimonianza sia falsa. Ma ha precisato: "Se si dà credibilità a un signore che ha avuto problemi giudiziari e ha litigato con l'associazione di cui fa parte allora siamo nella Repubblica delle banane".

"Poi - ha concluso - fortunatamente ci sono dei magistrati che decidono che cosa è reato e che cosa no. Quindi con tutto il rispetto dei giornalisti, sicuramente si passa oltre perché questo non cambia assolutamente nulla".

Quelle affermazioni durino le ha fatte: "sì, sì, ma io guardo ai fatti. Guardo a quello che è successo alla Lega, di tutto di più.

Parliamo di cose serie. Io ho chiesto a Durigon di bloccare le cartelle esattoriali

Non pensa che debba dimettersi? "Neanche lontanamente".

Penso che i 5 Stelle stiano facendo questo cinema per coprire il casino a casa Grillo.

Se siamo tutti presunti indagati questa è Nord Corea.

L'ha sentito? Sì stamattina, perché domani rischiano di partire trenta milioni di cartelle esattoriali. E io al ministero dell'economia chiedo che gli italiani non si vedano recapitare dagli italiani, 1 maggio, come gentile omaggio per la festa dei lavoratori, 30 milioni di cartelle esattoriali.

A durino "assoluta e totale solidarietà e stima"