Caso Eni Nigeria, procuratori aggiunti e giudici Milano convocati da Csm

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Il logo Eni a Abuja, in Nigeria

MILANO (Reuters) - La prima commissione del Consiglio superiore della magistratura ha convocato gran parte dei vertici della procura di Milano per una serie di audizioni che si terranno tra il 26 e 27 luglio.

Lo confermano gli stessi magistrati convocati, fra i quali tutti i procuratori aggiunti dell'ufficio milanese, ad eccezione di Fabio De Pasquale, che ha rappresentato l'accusa nel processo sulle presunte tangenti Eni e Shell in Nigeria, terminato con un'assoluzione di tutti gli imputati in primo grado.

Fra i convocati anche Marco Tremolada, il giudice che ha presieduto il collegio del processo Eni Nigeria, e il presidente del Tribunale Roberto Bichi.

La prima commissione del Csm è quella che si occupa, tra le altre cose, di procedimenti disciplinari e incompatibilità ambientali o funzionali dei magistrati. I convocati hanno detto di non aver ricevuto un oggetto puntuale della loro convocazione.

De Pasquale e il collega Sergio Spadaro sono indagati per omissione d'atti d'ufficio dalla procura di Brescia.

All'origine dell'indagine c'è la gestione da parte dei due magistrati di alcune informazioni sull'ex manager Eni Vincenzo Armanna, imputato e insieme accusatore nel processo Eni, a loro arrivate da una indagine parallela condotta da altri colleghi.

L'inchiesta di Brescia trae origine dall'interrogatorio del pm milanese Paolo Storari, a sua volta indagato per rivelazione di segreto d'ufficio per aver consegnato al consigliere del Csm Piercamillo Davigo dei verbali dell'inchiesta attualmente ancora in corso che stava conducendo sul cosiddetto "depistaggio" Eni, lamentando l'inerzia dei vertici della procura di Milano.

(In redazione a Milano Emilio Parodi e Gianluca Semeraro)

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