Caso Ghosn, anche la Francia spicca mandato cattura per ex manager

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Roma, 22 apr. (askanews) - La magistratura francese ha spiccato un ordine d'arresto internazionale nei confronti dell'ex capo di Nissan-Renault Carlos Ghosn, evaso dagli arresti domiciliari in Giappone mentre era in attesa di giudizio e rifugiatosi in Libano. Lo hanno riferito i procuratori all'agenzia di stampa France Presse.

Il mandato riguarda il sospetto di utilizzo improprio di oltre 15 milioni di euro di fondi dell'alleanza Renault-Nissan e la compagnia dell'Oman Suhail Bahwan Automobiles (SBA), hanno spiegato i procuratori di Nanterre.

Ghosn era stato arrestato in Giappone a novembre 2018, mentre era ancora capo dell'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi Motors. L'accusa era quella di aver commesso reati finanziari a scopo di lucro personale.

A dicembre 2019, dopo aver ottenuto gli arresti domiciliari in seguito anche a una campagna internazionale che accusava il sistema giudiziario nipponico di persecuzione nei confronti del manager, Ghosn riuscì a evadere in maniera rocambolesca nascondendosi nella grande custodia di un'apparecchiatura radio, per poi essere esfiltrato con un jet privato.

Essendo in possesso di un passaporto libanese, oltre a quelli francese e brasiliano, Ghosn si è andato a rifugiare in Libano, paese che non ha trattati d'estradizione col Giappone. Allora, in una conferenza stampa-fiume (più che altro un monologo), il manager sostenne di essere scappato dal Giappone perché perseguitato e perché il sistema giudiziario nipponico è fortemente squilibrato a favore dell'accusa.

Denunciò anche un complotto all'interno della Nissan perché egli intendeva approfondire ulteriormente l'alleanza della casa automobilistica giapponese con la Renault.

L'avvocato francese di Ghosn Jean Tamalet ha definito "molto sorprendente" il mandato d'arresto francese, perché Ghosn a suo dire ha cooperato con la giustizia e non presenta pericolo di fuga in quanto non può lasciare il territorio libanese.

La procura di Nanterre ha emesso, oltre a quello per Ghosn, altri quattro mandati d'arresto nei confronti degli attuali e ex dirigenti di SBA.

L'inchiesta francese è incentrata su presunte interazioni finanziarie tra Renault-Nissan e il suo distributore omanese, oltre che su pagamenti di una controllata olandese a consulenti. In mezzo all'indagine sono finiti anche party di lusso organizzati alla reggia di Versailles.

Libano e Francia, come Libano e Giappone, non hanno trattati di estradizione.

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