Caso Gregoretti, procura Catania: "Accertata riconducibilità decisione Salvini"

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"La riconducibilità al Ministro dell’Interno Salvini della decisione di trattenere i migranti su nave Gregoretti per il periodo in contestazione, e quantomeno sino al 30 luglio, può ritenersi accertata al di là di ogni ragionevole dubbio, e ciò in primo luogo sulla base delle stesse pubbliche esternazioni dell’interessato, che possono ritenersi fatto notorio per l’ampio risalto mediatico voluto dallo stesso, che ha rivendicato la paternità di tali scelte riconducendole alla strategia politica nella veste istituzionale di vice Presidente del Consiglio dei Ministri e di Ministro dell’Interno, iscrivendo tale problematica tra i punti principali dell’agenda politica di governo". Così scriveva, lo scorso 21 settembre, il Procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro, nella richiesta di archiviazione per il leader della Lega Matteo Salvini accusato di sequestro di persona per il 'caso Gregoretti'. Una richiesta non accolta dal Tribunale dei ministri di Catania che, invece, nei giorni scorsi, ha chiesto l'autorizzazione a procedere per Salvini al Senato. 

"E del resto, la veridicità di tale rivendicazione risulta confermata sia dalle dichiarazioni testimoniali provenienti dal vice-prefetto Filippo Romano sia da quanto già emerso nell’ambito del procedimento del cosiddetto caso 'Diciotti' e riportato nella decisione del Tribunale dei Ministri di Catania del 7.12.2018", dice ancora la Procura di Catania.  

"Dal complesso di tali dichiarazioni e dalle acquisizioni anche documentali emerge che dall’insediamento al vertice del Ministero dell’Interno del Senatore Salvini era intervenuta nella cosiddetta fase Sar, prima tappa del procedimento di accoglienza dei migranti, una sostanziale modifica". 

"Come si evince anche dagli atti del precedente procedimento relativo al cosiddetto caso 'Diciotti' ed iscritto per il delitto di sequestro di persona a carico del Ministro dell’Interno Salvini in relazione a fatti analoghi a quelli in trattazione - proprio nel secondo tempo della fase SAR è intervenuto il mutamento dell’iter procedurale introdotto dal Ministro Salvini, mutamento che ha comportato che il Capo del Dipartimento dell’Immigrazione, prima di assegnare il POS, tenendo conto degli elementi di valutazione indicati nella predetta direttiva, investa della questione il capo di Gabinetto del Ministro, che a sua volta opera da collegamento con il Ministro stesso, che ha inteso riservare a sé la decisione finale circa il rilascio del benestare allo sbarco in un porto italiano", scrive ancora la Procura "al fine di verificare preventivamente la possibilità di condividere con gli altri Paesi dell’Unione europea l’onere dell’accoglienza dei numerosi migranti provenienti da Paesi extracomunitari e soccorsi in situazioni di pericolo".  

"Attualmente, pertanto, solo dopo il benestare del Ministro dell’Interno, comunicato dal suo capo di Gabinetto, il capo del Dipartimento dell’Immigrazione provvede ad assegnare formalmente il POS e, quindi, a consentire l’inizio della procedura di sbarco", dice il Procuratore Zuccaro nella richiesta di archiviazione.