Caso Gregoretti, protesta per il voto su Salvini

Caso Gregoretti, protesta per il voto su Salvini

Il presidente della Giunta per le immunità del Senato Maurizio Gasparri, in merito all'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, ha dichiarato: "Nessuno ha proposto di modificare quello che è stato deciso all'unanimità". Riferendosi poi alla decisione della conferenza dei capigruppo sulla sospensione delle attività del Senato per la campagna elettorale delle regionali del 26, Gasparri ha aggiunto: "Quella decisione a mio avviso non aveva una valenza, non solo a mio avviso. Ho fatto delle verifiche a tutti i livelli".

A questo punto, come riporta Ansa, il verdetto della Giunta dovrebbe essere il 20 gennaio.

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In serata la maggioranza ha comunque deciso di non insistere sulla questione della data del voto, ma sul tavolo della Giunta sono finiti 4 punti su cui Pd, Italia viva e M5s chiedono maggiori informazioni: "Riguardano le motivazioni che Salvini ha addotto nella memoria sulla definizione di interesse pubblico, di tutela della sicurezza pubblica e del terrorismo", ha spiegato la senatrice di Iv Nadia Ginetti. "Vogliamo capire se Salvini aveva delle informazioni specifiche sulla presenza di eventuali soggetti pericolosi che lo hanno spinto a fare una scelta", ha aggiunto. Chieste inoltre le perizie tecnico-sanitario sui migranti a bordo per un eventuale rischio contagio e da quale ministero è stato impartito l'ordine finale del 31 luglio, cioè quello di non far sbarcare i 131 migranti della nave militare al porto di Augusta.

Caso Gregoretti, la protesta della maggioranza

Intanto, i senatori di maggioranza della Giunta delle immunità del Senato hanno lasciato nuovamente la riunione per protestare contro la decisione del presidente Maurizio Gasparri di mettere al voto la richiesta di ulteriori approfondimenti da loro avanzata sul caso Gregoretti. A differenza di lunedì, questa volta i senatori sono usciti senza partecipare al voto.

La senatrice Erika Stefani, a nome della Lega, ha commentato: "Una maggioranza senza coraggio e senza serietà pretende di ammettere delle integrazioni al caso Gregoretti senza votare, integrazioni che hanno l'evidente scopo di prendere tempo. Non hanno consenso nel Paese e neppure nella Giunta per le immunita'. Non potranno scappare per sempre dal giudizio degli elettori".

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"Io credo che nessuno di noi può sottrarsi alla legge". Così il ministro dell'interno, Luciana Lamorgese, ha risposto ad "Otto e mezzo" ad una domanda sulla richiesta di autorizzazione a procedere del tribunale dei ministri nei confronti del leader della Lega per la vicenda della nave Gregoretti. "Un ex ministro”, ha aggiunto, “va davanti al tribunale dei ministri e poi lì si deciderà se dovrà essere processato o meno". La Lamorgese ha lanciato poi un attacco a Matteo Salvini: "Io credo che un ministro dell'Interno non deve parlare tanto ma deve operare. Il ruolo del Viminale è un ruolo di garanzia e il ministro deve essere fuori dalle scene".