Caso Grillo, la ragazza: "Avrei voluto gridare, ma non ci sono riuscita"

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"Avrei voluto urlare, ma non riuscivo". Lo ha detto ai magistrati la studentessa che ha accusato il figlio di Beppe Grillo, Ciro, e tre suoi amici di stupro. La ragazza, sentita dal procuratore capo di tempio Pausania, Gregorio Capasso, e dalla sua sostituta, Laura Bassani, ha spiegato di non riuscire a gridare perché "ero più concentrata a tirarlo via o comunque, sì, poi c’erano anche gli altri. Ero in una situazione un po’ che mi vergognavo".

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Secondo il suo racconto, uno dei ragazzi ha abusato di lei prima in una camera e poi nel bagno. La giovane ha raccontato di aver provato a scappare, ma davanti alla porta ha trovato gi altri tre ragazzi, che "mi hanno fatto tipo da barriera". A questo punto, il ragazzo che aveva abusato di lei l'avrebbe trascinata in bagno e avrebbe continuato a stuprarla a porta chiusa. 

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La ragazza, dunque, ha raccontato di essere stata violentata prima da Francesco Corsiglia e poi, in un secondo momento, da Ciro Grillo, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta. Il tutto mentre la sua amica Roberta dormiva sul divano.

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I quattro ragazzi negano ogni responsabilità e ieri Grillo, Capitta e Lauria hanno chiesto di essere nuovamente interrogati. La richiesta di rinvio a giudizio, il cui termine scadeva proprio il 24 maggio, è dunque slittata.

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