Caso Grillo, l'insegnante di kitesurf: "Dopo quella notte Silvia sembrava stonata, poco lucida"

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“Ricordo che mi hanno chiamato i carabinieri ad agosto, più o meno 15 giorni dopo la lezione, e ho raccontato che Silvia quel giorno era arrivata in semi-hangover, non proprio al massimo della lucidità. Mi è sembrata stonata, di quelle ragazze che arrivano stanche a fare la lezione, di sicuro non lucida”. A parlare sulle pagine del Corriere della Sera è l’insegnante di kitesurf di Silvia, la ragazza italo-norvegese che accusa di violenza di gruppo Ciro Grillo, il figlio di Beppe, e i suoi amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria.

Proprio una sua lezione di kite alla giovane è finita nell’inchiesta della Procura di Tempio Pausania. L’insegnante dice:

“Io non voglio giudicare quel che è successo. Queste sono cose per le quali la consapevolezza può maturare nel tempo. Se Silvia mi ha rivelato qualcosa riguardo allo stupro? Niente. Ricordo che mi aveva parlato del taxi preso per andare in Costa Smeralda e che ho pensato alle sue disponibilità economiche perché non tante si spostano in taxi. Non ho notato lividi sul corpo di Silvia perché aveva la muta e non l’ho aiutata a vestirsi”.

L’intervista prosegue:

“Mi ha detto che avevano bevuto parecchio come le ragazze di quell’età che fanno le sei del mattino. Arrivano stanche e lei lo era sicuramente molto, poi stanno sotto il sole. Se non ricordo male non ce l’ha fatta a finire la lezione. Di che abbiamo parlato? Della cultura di suo padre norvegese, dei nonni. Non era cupa, piuttosto direi timida. Dello stupro l’ho saputo dai carabinieri. Non ho più né visto, né sentito Silvia”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.