Caso Kavala, Erdogan non espelle i dieci ambasciatori: "Ma siano più cauti"

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Turkish President Recep Tayyip Erdogan (Photo: VLADIMIR SMIRNOVEPA)
Turkish President Recep Tayyip Erdogan (Photo: VLADIMIR SMIRNOVEPA)

“Non è nostra intenzione creare una crisi diplomatica. Chi ci critica d’ora in poi sarà più attento”. Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in riferimento ai 10 ambasciatori a rischio espulsione per aver firmato un appello per la liberazione del filantropo Osman Kavala. “Nell’ultimo periodo il nostro Paese è stato oggetto di attacchi e osservazioni inaccettabili. Nessuno può dare ordini al nostro sistema giudiziario ed è nostro dovere dare rispondere in maniera adeguata. La Costituzione sancisce l’indipendenza del sistema giudiziario e quanto detto da alcuni è un insulto ai nostri giudici, avvocati e magistrati”, ha affermato il presidente turco. “Dopo il richiamo fatto all’articolo 41 della convenzione di Vienna crediamo che questi diplomatici staranno più attenti. Non è nostra intenzione creare una crisi diplomatica”. ha aggiunto Erdogan.


Questo pomeriggio era filtrata la notizia che Erdogan aveva accolto positivamente la dichiarazione scritta con cui gli ambasciatori in Turchia specificavano che l’appello è conforme all’articolo 41 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, garantendo non vi fosse alcuna interferenza negli affari interni della Turchia. Il 18 ottobre l’appello era stato firmato dagli ambasciatori di Stati Uniti, Germania, Francia, Olanda, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Canada e Nuova Zelanda.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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