Caso Lega, presidenti delle Commissioni parlamentari non si dimettono

presidenti commissioni parlamentari

Si sono concluse le consultazioni con i partiti politici italiani in vista della formazione del nuovo governo giallorosso. I nodi da sciogliere sono ancora parecchi, ma nonostante ciò sembra profilarsi grande collaborazione tra le due forze politiche. Di Maio ha presentato i 20 punti imprescindibili da inserire nel programma di governo, mentre Zingaretti vuole evitare incomprensioni. Dopo i colloqui con Giuseppe Conte, però, è emerso un nuovo dettaglio: i presidenti leghisti delle Commissioni parlamentari dovranno dimettersi al momento della formazione del nuovo governo?

Presidenti Commissioni Parlamentari

Claudio Durigon, il sottosegretario uscente, ha rivelato in seguito alle Consultazioni con il nuovo premier Conte che i presidenti delle Commissioni parlamentari non si dimetteranno. La nascita della nuova maggioranza e del nuovo governo a guida M5s-Pd si avvicina, ma ciò non modifica le decisioni prese in passato. “I presidenti di commissione – ha sottolineato – sono quelli delle Camere Fico e Casellati: non devono dimettersi e restano al loro posto. Io ad esempio ho votato Fico e ora non chiedo mica che si dimetta”. La nascita del nuovo governo giallorosso, dunque, non può rimuovere dalle loro posizioni i due presidenti delle Camere, eletti a inizio legislatura dalla maggioranza M5s-Lega. Scoppia il caso Lega.

L’attacco dei dem

Il primo tweet arriva da Alessia Morani (Pd): “Ma davvero se si formerà il nuovo governo i deputati e i senatori della Lega non lasceranno le presidenze delle commissioni parlamentari? Com’era quella che loro non sono attaccati alla poltrona? Buffoni“.

Poi le fa eco la senatrice Valeria Valente, che scrive: “La Lega non molla le presidenze delle commissioni parlamentari, anche se cambia la maggioranza parlamentare. Ma non erano quelli disinteressati alle poltrone?”.

Infine, interviene anche Simona Malpezzi: “Quelli disinteressati alla poltrona: in meno di 24 ore scopriamo che Salvini pur di tenersi il Viminale voleva Di Maio premier e che i leghisti non hanno alcuna intenzione di lasciare le presidenze delle 11 commissioni che spettano alla maggioranza. Strano vero? Legapoltrona“.

La replica di Matteo Salvini alle dem, però, è dura: “È un governo figlio di un ribaltone, in qualsiasi paese al mondo si sarebbe andati a elezioni e mi venite a parlare delle presidenze delle commissioni…”