Caso Mastrogiovanni, l'infermiere: "Abbiamo commesso una barbarie ma nei reparti di psichiatria degli ospedali italiani si continua a morire per contenzione meccanica"

HuffPost
Caso Mastrogiovanni

È morto dopo essere rimasto legato mani e piedi ad un letto per più di 80 ore, senza essere alimentato né idratato. A dieci anni dalla morte di Franco Mastrogiovanni, il maestro elementare di Castelnuovo Cilento (Salerno) sottoposto nel 2009 a trattamento sanitario obbligatorio nel reparto di psichiatria dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, arriva una lettera di scuse da parte di un infermiere che avrebbe dovuto assisterlo: “Abbiamo commesso una barbarie”, ammette Nicola Oricchio. “Non abbiamo capito la richiesta di aiuto di Franco strappandolo al vostro affetto. Vi esprimo la mia vicinanza. Francesco è morto invano perché ancora oggi nei reparti di psichiatria degli ospedali italiani gli utenti ricoverati in trattamento sanitario obbligatorio continuano a morire a causa della contenzione meccanica”, continua l’infermiere, oggi in pensione, nello scritto pubblicato da “Il Mattino”. I destinatari sono Caterina Mastrogiovanni, sorella di Franco, e il marito Vincenzo Serra. La vicenda fu raccontata per la prima volta dall’Espresso

“Nel corso di questo decennio - scrive - voi Famiglia, il Comitato per Francesco Mastrogiovanni e in particolare vostra figlia Grazia, esempio di donna combattiva e tenace, vi siete battuti in tutte le sedi possibili affinché si affermassero la verità e la giustizia ed evitare che simili tragedie potessero ripetersi in futuro, invece Francesco è morto invano perché ancora oggi nei reparti di psichiatria degli ospedali italiani gli utenti ricoverati in trattamento sanitario obbligatorio continuano a morire a causa della contenzione meccanica”.

L’infermiere ricorda il calvario del maestro elementare.

“Sono passati dieci anni da quel 4 agosto 2009 ma per me quel drammatico evento è come se fosse successo ieri. Rivedo le immagini fissate nella mia mente della interminabile tortura di Francesco, perché di questo si è trattato, e non di un trattamento assimilabile alla tortura e di questo...

Continua a leggere su HuffPost