Caso Meredith: ora a parlare è Sollecito

Raffaele Sollecito in conferenza stampa. Roma, 30 marzo 2015. (AP Foto/Andrew Medichini)


"Io ho detto semplicemente la verità, non potevo immaginare quello che sarebbe successo dopo".

Raffaele Sollecito torna a parlare dell'omicidio di Meredith Kercher, per il quale è stato assolto in via definitiva dalla Cassazione, dopo che Amanda Knox si è presentata al Festival della Giustizia Penale di Modena lo scorso 16 giugno, esattamente quattro anni dopo l'assoluzione.

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E proprio ad Amanda si riferisce quando racconta che "l'ho vista, non è cambiata: ho visto ancora della sofferenza. Lei, appena siamo stati assolti, è tornata negli Stati Uniti, che l'hanno accolta per quella che è, senza pregiudizi".


L’attacco di Sollecito ai pm

L'uomo parla poi della sua personale esperienza dallo scoppio del caso Meredith, della sua vita, di come è cambiata, di come hanno cominciato a guardarlo per strada, lamentando di aver ricevuto un trattamento ingiusto, dalla giustizia ma anche dalla gente che gli è stata attorno fino ad oggi. "Io sono cambiato perché mi sono stati dati degli obiettivi e degli ostacoli da superare. Tuttavia l'opinione pubblica è sempre stata dubbiosa nei miei confronti e non ho avuto il risarcimento per ingiusta detenzione. Gli italiani non sono stati solidali con me come gli americani nei confronti di Amanda. Le persone più vicine mi hanno capito, ma la massa assolutamente no".

Rispetto a tutta la vicenda giudiziaria, poi, si definisce "stanco" e "amareggiato". "Nessuno mi ha mai chiesto scusa per come mi hanno trattato. Ho subito un danno immenso e nessuno mi ha aiutato". E conclude: "In un paese culla del diritto, un pm che ha buttato in galera degli innocenti, poi assolti, non dovrebbe più esprimersi", riferendosi al magistrato Magnini del Processo di Perugia.


Amanda Knox, le lacrime al Festival della Giustizia Penale di Modena

Pochi giorni fa, Amanda al Festival di Modena ha fatto un intervento di un'ora, in cui più volte non è riuscita a trattenere le lacrime, anche lei, come Sollecito, scagliandosi contro la giustizia italiana. "Ho paura che nuove accuse mi verranno rivolte ora che sono qui, oggi, a dire la mia versione dei fatti".

E la sua versione dei fatti l'ha ripetuta chiaramente: "L'1 novembre 2007, un ladro di nome Rudy Guede è entrato nel mio appartamento e ha violentato e ucciso la mia coinquilina Meredith. Il suo DNA è stato rilevato sul suo corpo su tutta la scena del crimine. Dopo essere fuggito dal paese, alla fine Guede è stato catturato, processato e condannato. Io non sono un mostro, sono semplicemente Amanda".