Caso Metropol, nelle chat nessun contatto Savoini-Salvini

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Nei documenti e nelle chat dei due telefoni sequestrati a Gianluca Savoini, indagato per corruzione internazionale nell'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega, non emergono contatti con Matteo Salvini. E quanto emerge da fonti della procura di Milano. Dall'analisi del contenuto dei cellulari, dei tabulati telefoni e delle mail sequestrati dagli inquirenti nelle perquisizioni scattate lo scorso luglio non emergono conversazioni o messaggi tra i due esponenti leghisti. Il cellulare di Savoini, si precisa, è nuovo e dunque non contiene conversazioni molto datate.  

In particolare, da ambienti vicini alle indagini, si rimarca che non sono stati trovati contatti diretti, sebbene Savoini e Salvini si conoscano da anni. Un'assenza che potrebbe essere giustificata dal fatto che nel cambio del cellulare parte del contenuto non sia stato trasferito e quindi non possa essere rintracciato dai pm che indagano sulla presunta trattativa del Metropol a Mosca. Da considerare, come emerso stamane nell'udienza davanti al tribunale del Riesame, che per alcuni problemi tecnici non è stato possibile l'accesso a una particolare chat presente nel cellulare di Savoini.  

Dalle carte e dai cellulari sequestrati, inoltre, emergono stralci di messaggi preparatori all'incontro in Russia del 18 ottobre scorso. Messaggi che, secondo fonti della procura, iniziano nell'estate 2018, verosimilmente a giugno. 

Al centro dell'incontro d'affari al Metropol a cui prendono parte sei persone - tra cui gli indagati Gianluca Meranda e Francesco Vannucci e tre russi di cui uno ancora da identificare con certezza - ci sarebbe secondo i pm un’operazione sospetta di corruzione legata all’importazione in Italia di un fiume di petrolio che, nelle parole di chi starebbe trattando, avrebbe dovuto far affluire 65 milioni di dollari nelle casse della Lega e permettere così al partito guidato da Salvini di affrontare la campagna elettorale delle ultime europee.