Moro, gip nega incidente probatorio su documenti Persichetti: "Manca incolpazione"

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Rigettata la richiesta di incidente probatorio sul materiale sequestrato a Paolo Persichetti l'8 giugno scorso nell'ambito dell'indagine della procura di Roma che vede indagato l'ex Br, oggi ricercatore storico e autore tra l'altro di libri e inchieste sul caso Moro, per associazione sovversiva finalizzata al terrorismo e favoreggiamento in relazione all'ipotesi di divulgazione di materiale riservato "acquisito e/o elaborato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sequestro e l'omicidio di Aldo Moro".

Nel rigettare l'istanza della difesa di Persichetti, il gip Valerio Savio rileva "come la richiesta - tanto più in assenza di una formulata incolpazione anche provvisoria - abbia un oggetto non sufficientemente determinato nell’oggetto e quindi non idoneo a consentire di valutare il presupposto" dell'incidente probatorio e si riserva "ogni diversa valutazione" nel caso in cui vi fosse "una specificazione dell’oggetto della perizia in relazione ad ipotesi di reato anche alternative ma con un minimo di delineazione".

E questo, spiega Savio nella sua ordinanza, anche allo scopo di evitare "accertamenti non utili e anche costosi per l’Erario", vista le richieste di periziare un cloud e tutti i dispositivi informatici ed elettronici indicati nel verbale di sequestro “con forme e secondo modalità non lesive del diritto alla riservatezza e alla privacy personale dell’indagato nonché della sua privacy familiare”. Tanto più in relazione a una "indagine che si vuole 'limitata ai soli dati e documenti informatici di interesse in relazione alle ipotesi di reato oggetto di contestazione da individuare tramite chiavi di ricerca costituite da parole chiave', laddove in atto 'contestazione' non ve ne è alcuna, neanche provvisoria".

"La nostra richiesta di incidente probatorio - spiega all'Adnkronos il difensore di Persichetti, l'avvocato Francesco Romeo - era successiva a una richiesta di accertamenti tecnici del pm: noi abbiamo chiesto l'incidente probatorio per avere più garanzie. Detto questo, noi sosteniamo dall'inizio che qui non c'è reato. La decisione del gip che respinge la richiesta di incidente probatorio conferma questo assunto di base, perché contesta l'assenza di condotte di reato".

"Siamo di fronte alla ricerca del reato impossibile. Stiamo inseguendo dei fantasmi - spiega Romeo - I contenitori ci sono e li hanno indicati ma non basta indicare le norme, la pubblica accusa deve circostanziare le condotte di reato ed è quello che da giugno a oggi non è venuto fuori. E' un'accusa senza pilastri".

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