Caso Pomarelli, condannato Massimo Sebastiani

·2 minuto per la lettura
Massimo Sebastiani condannato
Massimo Sebastiani condannato

A circa due anni dalla scomparsa di Elisa Pomarelli, è arrivata la sentenza che ha decretato la condanna definitiva di Massimo Sebastiani a 20 anni di carcere. Si tratta questo di un verdetto che ha destato non poche perplessità specie da parte della famiglia di Elisa che auspicava per l’uomo l’ergastolo. “Questa non è giustizia, 20 anni sono pochi. Meritava l’ergastolo”, le parole della famiglia della vittima.

Massimo Sebastiani condannato, la vicenda

L’omicidio di Elisa Pomarelli destò all’epoca molta attenzione, non solo per il modo con la quale è morta e poi ritrovata, ma anche per la particolare apprensione che ci fu dietro la sua scomparsa, tanto che inizialmente si ipotizzò che si fosse trattato di sequestro di persona. Solo in seguito grazie alla confessione dello stesso Sebastiani emerse la terribile scoperta con il successivo ritrovamento del cadavere di Elisa che era stato in precedenza abbandonato nei boschi e poi gettato nel fossato.

Massimo Sebastiani condannato, i sentimenti dell’uomo non erano corrisposti

Dietro al gesto dell’uomo si nascondeva una vera a propria ossessione verso la vittima che a sua volta non ricambiava i sentimenti d’amore. Da lì sarebbe poi partita una violenta lite che nel giro di poco tempo avrebbe preso una brutta piega. Il resto purtroppo è storia. Sebastiani ha strangolato Elisa occultandone successivamente il cadavere, infine la fuga.

Massimo Sebastiani condannato, la lettera di Ligabue

Qualche settimana dopo la morte della giovane, il noto cantante Luciano Ligabue aveva fatto una dedica ad Elisa attraverso una lettera dai toni molto dolci e commoventi. “Ti scrivo questa lettera per chiederti un regalo per me e indirettamente per mia sorella Elisa. Vorrei tanto che tu facessi un video per lei in cui le parlassi e le cantassi la nostra canzone”, le parole della sorella riportate dal quotidiano “Libertà di Piacenza”.

Il rocker le ha successivamente risposto: “Ciao Debora, sono Luciano. Sto guardando la foto che mi hai inviato in cui tu e tua sorella eravate campeggiate in attesa del concerto a Campovolo. E’ una foto che fa male. Perché non riesco a pensare a niente di più lontano fra quel vostro momento e quello che tu e i tuoi genitori state vivendo adesso. Se davvero “Piccola stella senza cielo” la cantava così spesso, è ora che Elisa un cielo lo trovi, che la giustizia faccia il suo corso e che voi possiate onorarla e celebrare la sua memoria. Ve lo deve chiunque. Perché possiate, per quanto sarà difficile, avere la possibilità di andare avanti. Mando a Elisa un saluto davvero commosso e a te e ai tuoi un abbraccio forte”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli