Caso Puigdemont, un solerte poliziotto fa scoppiare un incidente europeo

·5 minuto per la lettura

Dopo aver creato imbarazzi in Belgio, in Germania, in Francia, il caso Puigdemont scoppia anche in Italia. Arrestato ieri sera a sorpresa ad Alghero, dove si era recato su invito del sindaco per la tradizionale festa catalana della città sarda, l’europarlamentare ed ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont, accusato di sedizione dalle autorità spagnole, è stato scarcerato in meno di 24 ore per decisione del giudice della corte d’appello di Sassari Plinia Azzena. Ma ora è in attesa della decisione di questo stesso tribunale sull’estradizione chiesta dalle autorità spagnole: prima udienza il 4 ottobre prossimo, ma la corte ha 60 giorni di tempo per rispondere.

È caos. Soprattutto per il governo spagnolo che rischia di cadere (sul bilancio) per via di una nuova recrudescenza della questione catalana, che Pedro Sanchez era riuscito in qualche modo a rimettere a bada, con l’indulto per gli indipendentisti e l’avvio di un dialogo con le autorità della Catalogna. L’Italia è finita in mezzo a questo caos diplomatico - da quello che trapela - ‘grazie’ alla solerzia di un funzionario di polizia che ha fatto scattare le manette per un ordine di arresto sospeso dalle autorità spagnole in tutta Europea, ma non disattivato dal sistema informatico.

Il governo se ne tiene fuori, lungi dalla tentazione di infilarsi nel caos spagnolo o per giunta di arrecare danno al governo Sanchez. “Il Ministero della Giustizia - recita una nota di via Arenula - precisa di non avere alcun ruolo decisionale nella procedura relativa al mandato d’arresto europeo, come quello che riguarda il caso di Carles Puigdemont. La procedura è interamente rimessa all’autorità giudiziaria, sia per la convalida dell’arresto, sia per quanto attiene alla decisione finale sulla consegna o meno della persona arrestata. Si tratta infatti di una procedura diversa da quella delle estradizioni”.

La storia è intricatissima, nasce nel marzo 2018, quando la Spagna emette un mandato di arresto europeo per Puigdemont, reo di aver dichiarato l’indipendenza della Catalogna dopo il referendum del primo ottobre 2017. Ma diventa questione europea quando il leader indipendentista viene eletto europarlamentare europeo, alle elezioni del 2019. Da quel momento in poi scoppia il caos giuridico, perché Puigdemont ripara in Belgio e non si presenta in Spagna a prestare giuramento prima di prendere possesso del seggio all’Eurocamera. Ma la Corte di giustizia europea, nel dicembre del 2019, gli riconosce comunque l’immunità parlamentare affermando che lo status di deputato avviene nel momento della proclamazione dei risultati e non c’è bisogno di giuramenti o altri riti nei paesi d’origine. La Spagna si oppone.

A marzo il Parlamento europeo revoca l’immunità a Puigdemont, che nel frattempo si è stabilito in Belgio, perché il reato contestato è antecedente alla sua elezione all’Eurocamera. Parte una guerra di ricorsi fino al 30 luglio scorso, quando il Tribunale di Lussemburgo decide che Puidgemont non godrà dell’immunità parlamentare perché “non vi è motivo di ritenere – si legge nell’ordinanza, al paragrafo 56 - che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d’arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole”. In quanto le autorità spagnole, in concomitanza con l’avvio del dialogo tra il governo di Madrid e gli indipendentisti, avevano sospeso il mandato di arresto europeo. Peccato che l’ordine non è stato disattivato dal sistema informatico di comunicazione tra le polizie dell’Unione.

E qui sta il punto che viene sottolineato dal sottosegretario con delega ai Servizi Franco Gabrielli. “C’è un mandato di arresto europeo, stiamo nella comunità e lo dobbiamo eseguire”, dice. Quanto al fatto che quest’estate Puigdemont abbia potuto girare liberamente in Francia senza essere arrestato: “I francesi fanno i francesi e noi facciamo gli italiani - continua Gabrielli - Peraltro c’è stato questo controllo in frontiera, è stato messo nella disponibilità dell’autorità giudiziaria. Viviamo in uno stato di diritto. È ovvio che sono delle situazioni che magari tutto sommato non preferiremmo mai trattare però nemmeno possiamo sottrarci perché nel nostro Paese vige ancora un diritto”.

Adesso, come prevede la stessa ordinanza emessa a luglio dal Tribunale di Lussemburgo, Puigdemont potrà presentare una nuova domanda di sospensione dell’ordine di esecuzione della revoca dell’immunità. Tradotto: potrà chiedere di riavere l’immunità parlamentare perché è stato dimostrato che l’ordine di arresto è ancora attivo. Rientrerebbe dunque in gioco il Parlamento Europeo, istituzione che per ora non commenta.

Intanto a Barcellona si riaccende la protesta indipendentista. Rilascio immediato”, è l’appello del presidente del governo della Catalogna Pere Aragones, prima della scarcerazione di Puigdemont. Gli attivisti sfilano in corteo fino alla sede del Consolato italiano. “La Spagna non perde mai l’occasione di mettersi in ridicolo”, commenta dall’Italia Puigdemont, postando su twitter  una foto della sua uscita dal carcere di Sassari.

A sera ad Alghero arriva la presidente del Parlamento catalano Laura Borras, in solidarietà. Si unisce ai tanti altri rappresentanti istituzionali della Catalogna che erano arrivati per la 33esima edizione dell’Aplec International, il festival della cultura popolare catalana, appuntamento annuale nella città sarda che parla la stessa lingua di Barcellona dagli inizi del XIV secolo, quando i conquistatori aragonesi espulsero le popolazioni locali e genovesi in seguito alla loro ribellione e le sostituirono con innesti dalla Catalogna.

A Madrid ci sono venti di crisi sul governo Sanchez. L’arresto di Puigdemont è un ‘contrattempo indesiderato’ per il governo socialista, è la lettura dei maggiori organi di informazione spagnoli. La causa è italiana. 

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli