Caso Regeni, procura Cairo: nuova squadra investigativa

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Il procuratore generale del Cairo, Hamada Al-Sawy, e la squadra investigativa egiziana nel caso della morte del cittadino italiano "Giulio Regeni" hanno incontrato un gruppo di investigatori italiani, per sviluppare la cooperazione e hanno annunciato la formazione di una nuova squadra investigativa che sta esaminando e organizzando i documenti del caso e lavora a tutte le procedure di indagine necessarie per svelare la verità in piena imparzialità e indipendenza. 

Il procuratore generale, Hamada Al-Sawy, si legge sul sito del quotidiano Youm7, ha riaffermato la continuazione e lo sviluppo della cooperazione giudiziaria tra il pubblico ministero egiziano e il suo omologo a Roma, al fine di arrivare alla verità in modo obiettivo e completamente trasparente, lontano dalle false informazioni diffuse nel caso. 

Durante le riunioni congiunte che si sono svolte ieri e oggi, la squadra investigativa egiziana ha ascoltato il parere e punti di vista degli investigatori. Le due parti hanno convenuto di proseguire la cooperazione proficua tra le due procure e hanno affermato che ciascuna parte dovrebbe eseguire tutti le procedure richieste nel rispetto delle leggi dei due paesi. 

Le prossime settimane saranno decisive nella vicenda del sequestro e dell’omicidio del ricercatore italiano, scomparso il 25 gennaio 2016 e trovato morto pochi giorni dopo in Egitto, sulla strada che collega la capitale egiziana con Alessandria d'Egitto. Dopo l’incontro di due giorni fra investigatori italiani ed egiziani che si è svolto al Cairo e che si è concluso oggi, ora a Piazzale Clodio si attendono risultati concreti dall’Egitto che possano ad aprire la strada a un incontro fra procuratori. In particolare gli inquirenti italiani attendono risposte alla rogatoria inviata nell’aprile dello scorso anno.  

Nell’ambito dell’incontro, secondo quanto si apprende da fonti di Piazzale Clodio, il team italiano è stato ricevuto dal Procuratore egiziano Hamanda Al Sawi il quale "si è impegnato a fare tutto quanto possibile per arrivare a stabilire la verità ed ha ribadito la volontà di proseguire i rapporti bilaterali". I carabinieri del Ros e la Polizia dello Sco hanno presentato al team egiziano il quadro probatorio che emerge dagli elementi raccolti in questi anni di attività investigativa e che ha portato ad indirizzare le indagini su cinque persone appartenenti alla National Security.