Caso Regeni, procura Roma chiede rinvio a giudizio ufficiali egiziani

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Un cartello con i volto di Giulio Regeni, mostrato durante una manifestazione a Roma

ROMA (Reuters) - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro ufficiali della National security Agency egiziana accusati di avere avuto un ruolo nell'omicidio di Giulio Regeni avvenuto a Il Cairo nel 2016.

Regeni, studente dell'università di Cambridge, scomparve nella capitale egiziana a gennaio 2016. Il suo corpo venne ritrovato quasi una settimana dopo, e l'autopsia accertò che fosse stato torturato prima di morire.

Le autorità italiane ed egiziane hanno collaborato all'inchiesta, pur giungendo a conclusioni molto diverse.

La procura di Roma ha accusato i quattro funzionari del "sequestro di persona pluriaggravato" di Regeni. Uno di loro, il Maggiore dell'Apparato informazioni generali Magdi Sharif è accusato di lesioni e concorso in omicidio aggravato.

La polizia egiziana e i funzionari hanno negato qualsiasi coinvolgimento nell'omicidio di Regeni. La procura egiziana ha detto lo scorso anno di "non essere d'accordo" con le conclusioni dei colleghi italiani e ha chiesto che le accuse contro i quattro agenti siano rimosse.

Fonti giudiziarie italiane sostengono che le controparti egiziane non abbiano voluto fornire gli indirizzi dei quattro imputati e non si aspettano che nessuno degli accusati sia presente ad un eventuale processo. Una fonte ha aggiunto che l'Italia non ha emesso un mandato di cattura internazionale contro i sospetti.

Il giudice ha rinviato l'udienza preliminare di oggi al 25 maggio, dal momento che uno degli avvocati di ufficio ha contratto il coronavirus e non ha quindi potuto essere presente. È improbabile che un processo inizi prima della pausa estiva.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)