Caso Russia-Lega, slitta a settembre la mozione di sfiducia del Pd

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La mozione di sfiducia presentata dal Pd contro il vicepremier Salvini sui presunti fondi russi alla Lega arriverà alla Camera il 12 settembre alle 15, quando verrà discussa. A stabilirlo è stata la conferenza dei capigruppo. Durissima la protesta del Pd: “Il rinvio è un precedente grave – ha detto Enrico Borghi -. Salvini può scappare ancora“.

Caso Russia-Lega, sfiducia rimandata

Si è dato vita a un grave precedente per responsabilità della maggioranza, ma anche dei gruppi di Forza Italia e Fratelli d’Italia che si sono accodati sul rinvio dell’esame della mozione di sfiducia al ministro Salvini – ha tuonato Enrico Borghi in aula -. Salvini può scappare ancora una volta dal chiarimento dei rapporti opachi con una potenza straniera e con società straniere, fuori dalle nostre alleanze. Il Movimento 5 Stelle che un tempo proclamava la centralità del Parlamento forse non capiva il significato di quella affermazione” ha poi proseguito. “Ha dato adito a una linea che porta al superamento della Repubblica parlamentare verso una Repubblica in mano a un ministro che fa e disfa ogni cosa persino dalle nostre spiagge. Così, per la prima volta nella storia, una mozione di sfiducia è stata procrastinata a data da destinarsi. È una ferita inaccettabile al Parlamento. Ma forse ormai i 5 Stelle sono più attirati dal generale agosto“.

La lite in Aula

Alla Camera è andato in scena il botta e risposta tra Graziano Delrio e Riccardo Molinari sulla mozione di sfiducia al ministro dell’Interno. Lo scontro è nato appunto dalla richiesta di inserire nell’ordine del giorno le misure per prorogare i termine delle disposizioni in materia di nautica da diporto. Si tratta infatti di un provvedimento fermo da diversi mesi che Lega e M5s chiedono di accelerare, anche in vista della chiusura estiva della Camera. Il Pd però non ci sta, e chiede a gran voce che venga inserito il voto sulla mozione di sfiducia a Salvini, calendarizzata invece per il 12 settembre.