Caso Russiagate, Zingaretti: “Conte ha ragione da vendere”

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Caso Russiagate, interviene il segretario del Pd Nicola Zingaretti: “Conte ha ragione da vendere”. Le parole giunte a seguito dell’attesa audizione al Copasir del premier Giuseppe Conte che, sul leader della Lega Matteo Salvini, ha attaccato: “Mi sorprende che Salvini non avverta la responsabilità di fare chiarezza sulla cosiddetta vicenda Moscopoli“.

Russiagate, le parole di Zingaretti

Intervenuto ai microfoni di “No stop news“, su Rtl 102.5, Nicola Zingaretti ha mostrato di non avere dubbi sul caso Russiagate, che negli ultimi giorni sta agitando le poltrone dei piani alti della Lega. “Su Salvini ha ragione fa vendere”, ha iniziato Zingaretti riferendosi al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, “perché su fatti gravissimi denunciati da organi di stampa, da un ministro e da un leader politico ci si aspetta una versione, spiegare se è vero o non è vero, le sue ragioni. Ma il fatto che un leader politico, allora addirittura ministro degli Interni, si sia rifiutato di andare a riferire non in un bar ma nella Camera dei deputati penso sia abbastanza inquietante, anche perché ogni giorno ne viene fuori una”. Parole che s’agganciano a quelle con la quale si sarebbe rivolto Conte ai suoi dopo le dichiarazioni in sala stampa a Palazzo Chigi, a seguito dell’attesa audizione al Copasir. Un’occasione dove il premier non ha risparmiato un’ulteriore stoccata al leader della Lega: “Mi sorprende che Salvini non avverta la responsabilità di fare chiarezza sulla cosiddetta vicenda Moscopoli”.

Umbria e Roma

Nell’intervista Zingaretti ha poi continuato sullo spinoso tema dell’elezioni in Umbria, che sta tenendo tutti sul filo del rasoio data l’importanza a livello di coesioni di Governo: “Penso che l’accordo su un candidato civico che ha allargato il campo ha reso quella Regione contendibile, c’è stata una straordinaria rimonta in queste ore e sono fiducioso che questa rimonta porti a smentire un risultato che fino a solo 45 giorni era scritto”. Concludendo sul tema: “Dobbiamo continuare a governare, assolutamente sì; dobbiamo continuare a governare, litigando tutti i giorni con la scusa che bisogna eleggere il Presidente della Repubblica, no. Un governo sta in piedi se produce risultati. Se il governo lavora saremo quelli più convinti a sostenerlo, se serve per distribuire nomine o fare carriere non è che cade il governo, a me non interessa più”. Infine due parole per la capitale Roma, al centro non solo dell’attualità, ma anche d’alcuni problemi stampo M5S: “Noi siamo all’opposizione, in Campidoglio e nella città, su questo non c’è dubbio. Quello che ora abbiamo il compito di fare però è evitare che si cada dalla padella nella brace, perché il tema è sì cambiare il sindaco di Roma, ma fare in modo che si apra dentro il Campidoglio una stagione che affronti il tema dei rifiuti, dei trasporti, del decoro urbano e soprattutto di una prospettiva economica che ridia spazio alla città”.