Caso Segre, Lamorgese: no a parole di odio, portano a violenza

Sav/Ral

Roma, 11 nov. (askanews) - "Dai linguaggi violenti possono venire azioni violente e questo lo dobbiamo evitare: c'è stato uno sdoganamento in tutti gli ambiti di questo linguaggio violento, ci deve preoccupare e mettere in allarme". Lo ha detto il minsitro dell'Interno Luciana Lamorgese che questa mattina ha visitato la Sinagoga di Roma assieme al presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, al rabbino capo Riccardo Di Segni e al presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni. La visita era programmata da tempo ma ha acquistato un'ulteriore importanza alla luce della vicenda che ha riguardato la senatrice Liliana Segre.

Per la titolare del Viminale "non è accettabile che ci siano delle volgarità, delle parole di odio anche tramite la Rete: è il momento della responsabilità, di fare delle scelte di moderazione, pacatezza ed equilibrio, anche da parte della politica: la contrapposizione fine a se stessa non l'ho mai giudicata positivamente".

Lamorgese ha ricordato che "siamo in un periodo in cui fa tanto discutere il problema dell'odio e dell'antisemitismo, con dichiarazioni che destano un po' di preoccupazioni, come il linguaggio di odio che abbiamo sentito nei confronti della senatrice Segre".