Caso Sissy Trovato Mazza, la Procura: “Non ci sono indizi di omicidio”

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Il pm Elisabetta Spigarelli ha tratto le conclusioni sul caso di Sissy Trovato Mazza, l’agente penitenziario calabrese alla Giudecca di Venezia morta con un colpo di pistola. La Procura del capoluogo del Veneto ha annunciato che il caso verrà archiviato perché “non ci sono indizi di omicidio”. La tesi di suicidio, infatti, non è supportata da alcune evidenza (sulla pistola o sulle celle telefoniche ad esempio). Ma la famiglia di Sissy (grazie ai legali Girolamo Albanese e Mariella Sicari, alla genetista Anna Barbaro e al perito informatico Angelo La Marca e della consulenza del generale Luciano Garofano) sta raccogliendo una serie di elementi per presentare un’opposizione al giudice. L’avvocato Albanese, infine, ha spiegato: “Ci riuniremo in questi giorni per fare il punto sulla situazione e stabiliremo la nostra linea. Non ci arrendiamo“.

Caso Sissy Trovato Mazza

Sissy Trovato Mazza è stata ferita da un colpo di pistola esploso dall’arma di ordinanza il 1 novembre 2016: il suo caso verrà archiviato. Secondo quando emerge dalle indagini condotte dalla Procura di Venezia, infatti, la donna è stata ritrovata in una pozza di sangue nel vano dell’ascensore a piano terra. L’agente aveva appena controllato una detenuta in maternità prima della tragedia. La Procura ha da subito pensato a un gesto suicida, ma non sono emersi indizi a sostegno di tale tesi. Sissy si era trovata in una sorta di isolamento all’interno del carcere di Giudecca: dopo essere stata ferita alla testa, è morta il 12 gennaio del 2019. L’autopsia sul corpo della donna, condotta da Cristina Mazzarollo, Raffaele De Caro e Andrea Porzionato, non ha fatto emergere dettagli. L’unico riferimento utile alle indagini è che il colpo è stato da destra verso sinistra. Il suo corpo, inoltre, era stato alterato anatomicamente da due anni di cure ospedaliere.