Caso VAR, furia Fiorentina con Tagliavento: "Mancanza di rispetto"

L'Inter si gode il primo posto forte della migliore difesa del torneo (solo 1 goal subìto) dopo tre turni: tutto diverso rispetto ad un anno fa.

Minuto 40 di Inter-Fiorentina: Simeone crolla a terra in area dopo un contatto a palla lontana con Miranda, chiede il rigore e induce il signor Tagliavento di Terni a consultare gli assistenti esterni, coloro che gestiscono il VAR.

Passa un minuto buono, San Siro trattiene il fiato in attesa di una decisione definitiva, la Fiorentina incrocia le dita. Poi, Tagliavento fa cenno che il gioco può proseguire. Non è calcio di rigore. E i viola si infuriano perché, a loro dire, il fischietto umbro si sarebbe dovuto riguardare in prima persona l'episodio, senza affidarsi unicamente a indicazioni esterne.

"Non mi è piaciuto l'atteggiamento di Tagliavento - le parole di Giancarlo Antognoni, team manager viola, durante la presentazione a stampa e tifosi dello stesso Simeone - Il rigore all'Inter può starci, ma ci ha infastidito il fatto che non sia andato lui, di persona, a controllare il presunto fallo. Ha avuto un atteggiamento non rispettoso".

Parole che fanno il paio con quelle pronunciate alle televisioni ieri sera, a caldo, da Stefano Pioli: "Ho parlato con Tagliavento, speravo fosse lui a guardare sul monitor. Quando c'è un episodio così dubbio credo dovrebbe essere l'arbitro a valutare e decidere, non il collaboratore che sta nel box".

Dunque ecco, puntuali, le prime polemiche create dal VAR. Un rigore non concesso, la decisione di Tagliavento di rimanere in campo e aspettare la decisione di altre persone, la rabbia della Fiorentina. E siamo solo alla prima giornata...

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