Ministero, nessun colloquio fra Bossetti e finto perito

Massimo Bossetti (Facebook)


Non ci sarebbe stato nessun incontro nel carcere di Bollate fra Massimo Bossetti - condannato all'ergastolo per il delitto di Yara Gambirasio - e una persona che, a detta del detenuto, si sarebbe qualificata come perito informatico del Tribunale di Brescia. Lo precisa il Ministero della Giustizia in una nota relativa al caso della denuncia sporta da un perito informatico bresciano il cui nome sarebbe stato utilizzato da una persona durante un colloquio con Massimo Bossetti.

Spacciandosi per "Cesare Marini, consulente della Procura di Brescia", l'uomo avrebbe avuto un colloquio con il carpentiere di Mapello e gli avrebbe proposto una nuova linea difensiva con possibili nuovi sviluppi sul fronte del dna.

E’ stata aperta un'inchiesta per capire come questa persona “misteriosa” possa essere entrata in carcere con una falsa identità.

"A seguito di opportune verifiche e accurati controlli effettuati all'interno della Casa di Reclusione di Bollate nel periodo in cui si sarebbe svolta la vicenda - fa sapere il ministero -, risulta priva di fondamento la notizia di un colloquio ripresa oggi da alcuni organi di stampa".

Sul caso è intervenuto anche l'avvocato Vittorio Arena, legale di Cesare Marini, consulente informatico della Procura di Brescia che ha sporto denuncia. "Cesare Marini, nel confermare di non essersi mai recato a far visita al signor Bossetti e di aver presentato atto di denuncia querela contro ignoti, nel rispetto del necessario riserbo connesso alla propria attività professionale e del lavoro di chi sta indagando su quanto accaduto, dichiara di ritenere doveroso astenersi da rilasciare qualsiasi intervista".

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