In Cassazione 630.000 firme, ora il Referendum su Cannabis Legale

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Roma, 28 ott. (askanews) – Il Comitato Promotore del Referendum Cannabis Legale ha consegnato la mattina del 28 ottobre presso la Corte di Cassazione le oltre 630.000 firme raccolte in poco più di un mese. L’obiettivo è andare al voto nella prossima primavera per chiedere la modifica dell’attuale legge.

Già nella prima settimana di mobilitazione, iniziata l’11 settembre e portata avanti grazie allo strumento della firma digitale tramite SPID, si era già superata la soglia minima di 500.000 firme prevista per la convocazione di un referendum.

“630mila firme per chiedere la legalizzazione della cannabis. Siamo arrivati in una settimana a un risultato straordinario, ma solamente perché la questione è sentita. 630mila firme per chiedere un referendum per la primavera del 2022”, ha commentato Marco Perduca, Presidente del Comitato Referendum Cannabis e membro dell’Associazione Luca Coscioni, in un video.

“Quello che accade, o meglio non accade, in Parlamento, sulla cannabis, sull’eutanasia, su tutti i diritti civili, sul ddl Zan e le libertà fondamentali, ci dimostra che il referendum è l’unico strumento che hanno i cittadini per fare dei passi avanti di civiltà”, ha denunciato nel video Riccardo Magi (+Europa), membro del Comitato promotore.

“Questo referendum è l’unica arma che i cittadini oggi hanno a disposizione per proporre qualcosa di coraggioso sui temi dei diritti, sui temi delle libertà dei cittadini, perché se aspettiamo che lo faccia il Parlamento, come abbiamo visto sul ddl Zan, il Parlamento non lo farà mai”, ha spiegato Antonella Soldo (Meglio Legale).

“630.000 persone ci danno l’occasione di essere ragionevoli, di scegliere la strada della legalità contro la criminalità, i partiti in Parlamento non ci sono riusciti, ce la possiamo fare noi con il referendum”, ha aggiunto Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Coscioni.

Il quesito referendario – depositato lo scorso 7 settembre dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione e da alcuni rappresentanti dei partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani – propone infatti di intervenire sia sul piano della rilevanza penale per quanto riguarda le condotte legate alla cannabis, sia su quello delle sanzioni amministrative in riferimento alla detenzione.

Il Referendum Cannabis è promosso dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile, Radicali italiani, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Volt e Sinistra Italiana.

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