Cassazione: "Rackete ha rispettato l'obbligo di soccorso"

Carola Rackete - REUTERS/Fabrizio Bensch

Carola Rackete, capitana tedesca della nave Sea Watch 3 che forzò il blocco navale imposto dall'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini, entrando nel porto di Lampedusa carica di migranti lo scorso 28 giugno 2019, ha fatto esattamente quello che doveva fare.

"L'obbligo di prestare soccorso in mare", infatti, "non si esaurisce sottraendo i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta l'obbligo accessorio di sbarcarli in un luogo sicuro". Ad affermarlo è la Cassazione nelle motivazioni depositate giovedì 20 febbraio che spiegano il no all'arresto della capitana. Rackete era infatti accusata di aver effettuato una "manovra pirata" per entrare nel porto, di fatto "schiacciando" contro il molo una motovedetta della Guardia di Finanza per farsi spazio.

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Ma i giudici hanno escluso la natura di nave da guerra della motovedetta della Gdf in quanto al comando non era presente un ufficiale della Marina militare, come prescrivono le norme, ma un maresciallo delle Fiamme Gialle. Per questo motivo, ha ribadito la Cassazione, l'azione della Rackete è stata "giustificata" dal rischio di pericolo per le vite dei migranti a bordo della nave.

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