Cassazione: "Sì al crocifisso in aula, non è discriminatorio"

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(Photo by Leonard Ortiz/MediaNews Group/Orange County Register via Getty Images)
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Nelle classi italiane il crocifisso potrà d'ora in poi rimanere al suo posto. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, ritenendolo non "discriminatorio" nei confronti di chi professa altre fedi. In particolare, i supremi giudici di Roma hanno scritto nella loro sentenza che l'affissione del crocifisso nelle aule scolastiche "al quale si legano, in un Paese come l'Italia, l'esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo, non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione". 

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La Corte di Cassazione ha esaminato la compatibilità tra l'ordine di esposizione del crocifisso impartito dal dirigente scolastico di un istituto professionale statale, sulla base di una delibera assunta a maggioranza dall'assemblea di classe degli studenti, e la libertà di coscienza in materia religiosa di un docente, il quale desiderava tenere le proprie lezioni senza il simbolo religioso appeso alla parete.

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"L'aula può accogliere la presenza del crocifisso", hanno scritto i giudici romani, "quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi". 

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