Cassazione: "Tasse anche sulle mance"

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REUTERS/Andrew Kelly
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Le tasse andranno pagate anche sulle mance. A stabilirlo la Corte di Cassazione, che ha considerato le mance come parte del reddito da lavoro dipendente, sia a fini fiscali che a fini contributivi.

La suprema corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un un dipendente di un hotel di lusso della Costa Smeralda, in Sardegna, che in un anno aveva guadagnato circa 84mila euro soltanto in mance.

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L’Agenzia delle Entrate aveva accusato l'uomo di evasione fiscale equiparando le mance a una fonte di reddito da lavoro dipendente non dichiarato.

La Commissione tributaria regionale aveva dato ragione al lavoratore, dal momento che quel denaro era costituito da donazioni dei clienti e non frutto del rapporto tra datore di lavoro e dipendente.

Eppure la Corte, citando l’articolo 51 del Testo Unico delle imposte sui redditi, ha sottolineato che nel concetto di reddito non rientra solo il salario, ma anche la mancia che ha comunque origine dal rapporto di lavoro subordinato, sebbene non elargita dal datore. 

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