De Castro: Nutriscore-Nutrinform è battaglia economica e culturale

Red
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Roma, 24 mar. (askanews) - Fare sistema, sia in Italia sia cercando alleati negli altri paesi europei, contro il sistema Nutriscore, perchè si tratta di una "battaglia culturale e economica" che potrebbe segnare profondamente il futuro dell'alimentazione europea. Di Nutriscore e della alternativa italiana, il Nutrinform battery, si è discusso oggi durante un convegno dal titolo "Nutrinform battery, la proposta italiana per l'Europa", svoltosi questa mattina nella Sala Nassirya di Palazzo Madama e organizzato dal gruppo Europeisti-Maie-Cd al quale sono intervenuti, tra gli altri, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti e l'europarlamentare Paolo De Castro.

In un momento storico nel quale le produzioni agroalimentare italiane sembrano essere sotto tiro, sia a causa dell'ipotesi Nutriscore, sia del piano anti cancro della Ue, si rende quindi necessaria "una levata di scudi contro il Nutriscore, a favore della etichettatura di origine e di una etichettatura informativa" e la chiamata alle armi di "tanti alleati", come sottolineato da De Castro. La presentazione della proposta legislativa europea è prevista per la primavera del 2022 e "noi dobbiamo lavorare con la comunità scientifica, politica, agricola e industriale per spiegare le nostre ragioni fino ad allora".

Al momento, infatti, nulla e deciso e in Europa si prospetta un braccio di ferro serrato sul tema. De Castro ha ricordato che finora sono state presentate varie opzioni dagli stati membri, ma la Commissione ancora non ha ancora prodotto nulla. "Ci stiamo confrontando su modelli alternativi di etichette nutrizionali proposte da diverse paesi. Abbiamo la proposta francese e quelle italiane, che sono state accolte da diversi paesi, e sette sostengono il modello italiano. E poi c'è anche il modello a serratura molto diffuso nei paesi Scandinavi".

Il Nutriscore, ideato dai francesi, e appoggiato anche dalla Germania, prevede che fronte pacco sia indicato il valore nutrizionale dell'alimento con una scala di 5 colori a cui corrispondono le prime 5 lettere dell'alfabeto (A-B-C-D-E) e calcolata sulla base del contenuto di sostanze benefiche e di quelle che devono essere limitate, calcolate su 100 grammi. In questo modo, cibi come l'olio extravergine di oliva, il miele, i salumi, i formaggi, ricadrebbero tutti nelle fasce estreme, con "bollini" dall'arancione al rosso.

La contro proposta italiana, quella del Nutrinform Battery, prevede invece di tradurre in forma grafica su fronte pacco le informazioni nutrizionali già presenti in piccolo sul retro, informando il consumatore sul contenuto in calorie, grassi, zuccheri e sale basato sulla porzione e non sui 100 grammi, valutando quindi il ruolo del singolo prodotto all'interno di una dieta e rispetto alla quantità giornaliera di assunzione raccomandata.

Paolo De Castro ha quindi ribadito che il Nutriscore è un sistema che si base su un algoritmo "poco trasparente" e che paradossalmente "l'impatto ambientale di ciò che ottiene il bollino verde è più pesante, perché sono cibi molto trasformati che necessitano di acqua, energia e packaging" e ha annunciato che l'Italia si sta "avviando a fare firmare un documento a favore del Nutrinform" come già accaduto per il Nutriscore, quando 217 scienziati, nutrizionisti ed esperti hanno firmato a favore del sistema di etichettatura francese.

Tra i due modelli, l'italiano e il francese, ci sono riferimenti culturali e industriali completamente diversi: "la differenza sostanziale tra i due è che mentre il sistema italiano vuole informare il consumatore per far fare scelte consapevoli, il sistema francese attribuisce le pagelle al cibo, condizionando il consumo con un bollino che dice 'buono' o 'cattivo' e ha caratteristiche pericolose per il nostro made in Italy e in genere per le produzione del Mediterraneo dell'Europa, dai salumi ai formaggi, dall'olio extravergine al miele", ha aggiunto De Castro, ricordando che il Nutriscore ha trovato sponda soprattutto tra le grandi catene di distribuzione, perché fornisce loro uno straordinario strumento per poter fare un'azione di promozione basata sui colori' e sulla marca".

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha ribadito che "il mondo dell'agricoltura è contrario al Nutriscore" e che si tratta di una battaglia che "non è solo sulla certificazione, ma andrà a determinare il futuro dell'alimentazione", visto che "l'industria alimentare avrà interesse a produrre e promuovere tutti i cibi con il bollino verde, andando così incontro a una omologazione alimentare e a una massimizzazione del profitto di impresa".

"L'Italia porta avanti una battaglia di valore e identità condivisa con alcuni Paesi europei, a favore di quegli alimenti che sono l'eredità e il prodotto di una lunga tradizione enogastronomica - ha detto Giansanti - se un cibo di laboratorio rischia il semaforo rosso, basta che si modifichino a tavolino gli ingredienti e il gioco è fatto. Ecco perché la proposta franco-tedesca premia i laboratori e non i campi agricoli", ha concluso il presidente di Confagricoltura.