De Castro: sostenibilità e innovazione sono futuro agricoltura

Red
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Roma, 16 feb. (askanews) - "Gli obiettivi di sostenibilità che pone il Green Deal sono ambiziosi e per quanto condivisibili non possono essere lasciati solo in capo agli agricoltori senza prevedere strumenti ed interventi specifici a supporto". Lo ha detto Paolo De Castro, europarlamentare europeo e vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale e presidente del comitato scientifico di Nomisma, intervenendo alla presentazione della survey Nomisma-Agrifood Monitor, realizzata in partnership con Crif.

"Ecco perché - ha spiegato De Castro - abbiamo chiesto ed ottenuto in Europa che il 55% dei fondi destinati allo Sviluppo Rurale derivanti dal Next Generation EU fossero riservati gli investimenti in innovazione nelle aziende agricole. Lo stesso dicasi, proprio per raggiungere le finalità della strategia From Farm to Fork, in una maggior apertura da parte dell'Unione Europea verso l'adozione delle NBT, le tecniche di miglioramento genetico". De Castro ha spiegato che "l'innovazione in agricoltura è l'unica risposta concreta per il Farm to Fork, altrimenti si resta solo nell'ambito dei buoni propositi".

Gli obiettivi posti dall'Europa con la strategia F2F e con quella sulla biodiversità "sono molto ambiziosi - ha detto De Castro - e per essere tradotti in reali passi avanti richiedono innovazione in campo: ad esempio, il tema del combattere le malattie per via genetica piuttosto che chimica" con le New breeding techniques che sono miglioramenti intra specie, che non hanno nulla a che fare con gli ogm. Chiamarli i 'nuovi ogm' è fuorviante ed errato. Oggi abbiamo evidenze straordinarie, come le nuove varietà di vite che riescono a combattere peronospera e oidio, le due più diffuse malattie della vita. Ora sono indenni solo per via genetica e questa è una rivoluzione".

Fondamentale anche il tema del biologico, su cui "l'Italia è già più avanti del resto d'Europa. Il nostro paese ha la quota di biologico più rilevante, con il 16% di superficie coltivata rispetto alla media europea del 7%, ed è il paese con minori residui nei prodotti ortofrutticoli. Per noi gli obiettivi europei non sono così lontani".