Catania, cure d’emergenza per i migranti bloccati in porto

featured 1668283
featured 1668283

Catania, 8 nov. (askanews) – Hanno trascorso la notte all’aperto, sulla banchina del porto di Catania, i due siriani che si sono gettati in mare per protestare contro lo sbarco selettivo dei migranti dalle navi ong Geo Barents e Humanity 1 deciso dal governo. I due sono stati visitati dai medici della Croce Rossa; uno dei due, di 39 anni, ha fatto sapere Medici senza frontiere, è stato poi portato via in ambulanza con 39 di febbre.

E mentre in porto sono arrivati funzionari del Viminale per ispezionare le navi, a poca distanza decine di giovani hanno manifestato chiedendo la liberazione dei migranti rimasti a bordo della nave.

“Loro – ha detto Juan Matì as Gil, capo missione di Medici senza frontiere riferendosi al personale del ministero che sta valutando le condizioni dei migranti a bordo – vedranno secondo i loro criteri quanti possono scendere dalla nave, noi continuiamo a spingere perché tutti sbarchino”. “Naturalmente, la cosa che non siamo in grado di affrontare è l’incertezza. Non abbiamo informazioni che ci permettano di fare una stima di ciò che accadrà, e nessuno può occuparsene, a nessun livello. Loro lo sentono e la loro ansia cresce ogni giorno”.

Intanto, da Bruxelles è arrivato il monito della portavoce per gli Affari interni della Commissione europea, Anitta Hipper: i cittadini di paesi terzi presenti sul territorio di uno Stato membro dell’Ue, comprese le acque territoriali – ha detto – possono fare domanda di asilo, e in quel caso gli Stati membri sono tenuti a dare loro un accesso effettivo alle procedure di asilo.