Catania, mistero in una grotta: trovati resti umani di 40 anni fa

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Image from askanews web site
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Roma, 10 nov. (askanews) - Un mistero che si è aperto per caso in Sicilia: durante un'esercitazione gli uomini del soccorso alpino della guardia di finanza hanno trovato in una grotta lavica alle pendici dell'Etna, resti umani di 40 anni fa, un uomo senza nome che aveva deformazioni al volto e che in quell'anfratto stretto e profondo sembra esserci entrato volontariamente.

I resti sono stati trovati nel corso delle attività di addestramento condotte sulle pendici dell'Etna dai militari del Soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi (Catania), in una grotta lavica di difficile accesso. La scoperta è avvenuta nel corso di una delle frequenti esercitazioni nel territorio di Zafferana Etnea, che impegnano i finanzieri con le proprie unità cinofile. Il cane da ricerca e soccorso Halma, un brillante pastore tedesco, abbaiava e dava evidenti segni di interessamento all'indirizzo di una grotta presente nella zona delle operazioni; un tipico comportamento segnalatore in caso di rinvenimento di persone disperse o decedute, per attirare l'attenzione del suo conduttore.

I militari hanno così concentrato l'attenzione all'anfratto, particolarmente stretto e accidentato. Si sono introdotti con difficoltà fino al fondo, e qui hanno trovato resti umani, in pessime condizioni, segno che il decesso risaliva molto indietro nel tempo.

Informata l'autorità giudiziaria etnea, la sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale dei carabinieri di Catania ha condotto i rilievi, poi i resti sono stati portati all'obitorio dell'Ospedale Cannizzaro.

Le fiamme gialle stanno ora cercando di dare un nome all'uomo che ha trovato la morte in fondo a quella grotta, verosimilmente tra la fine degli anni '70 e gli anni '90, probabilmente in autunno o in inverno. Le prime indagini scientifiche e l'esame del luogo del ritrovamento fanno ipotizzare che si tratti di un uomo di almeno 50 anni di età, alto circa 170 centimetri, con delle malformazioni congenite al naso ed alla bocca.

Dall'immagine cristallizzata che si è presentata ai militari Sagf del comando provinciale di Catania, sembra che l'uomo si sia introdotto volontariamente nell'anfratto, altrimenti difficilmente accessibile, e che sia morto per cause non violente. Indossava dei lunghi pantaloni scuri, una camicia chiara a righe, un leggero maglione di lana, una cravatta nera, una mantellina di nylon verde scuro, un cappello di lana con pon-pon e degli scarponcini Pivetta n. 41. Trovate anche delle monete metalliche del vecchio conio, vecchie lire. L'uomo indossava al polso un orologio marca Omega con cinturino in tela ed aveva con sé anche un pettine con la sua custodia.

Le indagini del Sagf continuano e il Comando provinciale della guardia di finanza di Catania invita a fare (telefonando al numero 095 519 2125) eventuali segnalazioni di persone scomparse tra gli anni Settanta e Novanta che corrispondano alla descrizione.

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