Catania, padre pilota Canadair Pozzoli: "Saputo dell'incidente da radio, nessuno ci ha chiamato"

(Adnkronos) - "Abbiamo saputo dell'incidente dalla radio, sentendo che il Canadair era partito da Lamezia Terme e sapendo che Matteo era lì, abbiamo fatto due più due. Solo dopo ci ha chiamati un collega dicendo che doveva darci una notizia, è stato l'unico che ha avuto la buona grazia di avvisarci". Filippo Pozzoli è un uomo grande e grosso. Ex sindaco di Erba, ma soprattutto padre di Matteo, il pilota del Canadair 28 che si è schiantato ieri sull'Etna durante le operazioni di spegnimento di un incendio sul monte Calcinera (Video). Quando racconta all'Adnkronos le ore di attesa, di flebile speranza e di amara consapevolezza, è costretto più volte a fare i conti con la voce che si rompe dal pianto.

"I suoi fratelli Simone e Ismaele sono andati in Sicilia per avere notizie più veloci e precise, almeno loro sono giovani, forti e in gamba e possono scarpinare per avere notizie fresche che purtroppo ancora non abbiamo. Quello che sappiamo lo abbiamo dedotto dai filmati che circolano, tutto lì. Nessuno ci ha chiamato, abbiamo provato anche con i carabinieri e ci hanno detto che appena sanno qualcosa ci avvisano. E siamo qui ad aspettare. La speranza c'é sempre, ma vedendo i filmati è ormai difficile sperare, l'aereo è esploso".

"Matteo ha 56 anni, a parte noi la sua famiglia sono i compagni, i colleghi - dice ancora Filippo Pozzoli all'Adnkronos - Lavorava per una ditta che ha in appalto il servizio antincendio, ma prima di tutto mio figlio era uno dei tre piloti sperimentatori che ci sono in Italia, collaudatore a Pratica di Mare. Ha fatto la carriera militare ed è diventato Tenente Colonnello, ma siccome a quel grado si viene messo dietro a una scrivania, è passato all'antincendio per continuare a volare. Aveva anche avuto un incidente, ma mai ha pensato di smettere di volare. La sua vita era quella. L'ultima volta che abbiamo visto Matteo è stato pochi giorni fa, era venuto su a trovarci come faceva sempre quando aveva qualche giorno di ferie. Veniva per stare con noi, coi suoi fratelli, coi nipoti ed era ripartito felice domenica mattina per riportare nella sua casa di Soriano nel Cimino le provviste che la mamma gli preparava, congelate. Lunedì, appunto, sarebbe tornato a lavoro".

(di Silvia Mancinelli)