A Catania prosegue l’odissea della Humanity 1 e della Geo Barents

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Palermo, 8 nov. (askanews) – Continua il braccio di ferro tra il governo e le navi ong Humanity1 e Geo Barents ormeggiate al porto di Catania: a bordo complessivamente ci sono ancora 247 migranti non ritenuti “fragili”. I comandanti si sono rifiutati di ripartire, come chiesto dal Viminale; le navi sono in banchina in attesa che la situazione si sblocchi. In porto, manifestazione a sostegno dei migranti che non sono stati fatti scendere con lo striscione “Porti aperti”. “Solidarietà, accoglienza, è questa la nostra resistenza”.

A Catania si alternano anche esponenti politici. Antonio Nicita, senatore del Partito Democratico. “Siamo saliti a bordo. Abbiamo riscontrato a bordo situazioni di fragilità psicologica e di vulnerabilità, che hanno portato tre persone a tuffarsi in mare e poi una a tornare a bordo, mentre le altre due hanno passato la notte qui davanti. E anche una serie di infezioni in corso, come confermato dal medico di bordo. Un’infezione che potrebbe essere scabbia. Ieri sera abbiamo chiesto di nuovo una nuova valutazione medica e le forze dell’ordine hanno confermato che questa valutazione è in arrivo”.

I legali della Humanity 1 hanno presentato un’istanza d’urgenza al Tribunale civile di Catania per chiedere l’immediato sbarco dei 34 ancora a bordo e nelle prossime ore sarà presentato al Tar del Lazio un ricorso contro il provvedimento del governo, che impone al comandante della nave di lasciare il porto.