Catania, sbarcano solo i fragili. E' scontro sulle direttive del governo Meloni

Hanno esultato e applaudito molti immigrati a bordo della Geo Barents, la nave di soccorso di Medici Senza Frontiere, quando è attraccata al porto di Catania domenica pomeriggio. Ma non tutti i 572 naufraghi salvati sono potuti scendere. Sono state fatte sbarcare 357 persone, donne, minori e fragili, secondo le disposizioni del Viminale

La Croce Rossa, arrivata sul posto, ha portato cibo, acqua e medicinali. Intanto sulla Geo Barents i volontari cercano di aiutare le persone rimaste. Lucia Blanco Soto, Vice Coordinatrice di MSF racconta che per ora “non si sa quali saranno le nuove disposizioni per chi non può sbarcare. Non abbiamo ricevuto ulteriori istruzioni sulla loro situazione nei prossimi giorni.

Nella notte di sabato, le autorità italiane avevano consentito anche alla nave Humanity 1, gestita da un'organizzazione tedesca di ricerca e soccorso, di entrare nello stesso porto di Catania. Ma anche da quell’imbarcazione sono scesi in 144. 35 persone sono sempre a bordo.

Lo scontro è su chi non può scendere, come prevede il decreto del governo sui flussi migratori. Il governo guidato da Giorgia Meloni sta negando un porto sicuro a quattro navi operanti nel Mediterraneo che hanno soccorso nei giorni scorsi i migranti in pericolo, consentendo lo sbarco solo alle persone identificate come vulnerabili.

Per Medici senza frontiere "un'operazione di soccorso si può considerare terminata solamente una volta che tutti i sopravvissuti sono stati fatti sbarcare in un luogo sicuro". La ong contesta che "lo sbarco selettivo e parziale, come quello proposto dalle autorità italiane, non è da considerarsi legale secondo le convenzioni di diritto marittimo" e ricorda che "il governo dovrebbe prendere ogni misura necessaria per far sì che i sopravvissuti restino a bordo il minor tempo possibile, secondo quanto stabilito dalle Linee Guida sul Trattamento delle Persone Soccorse in Mare".

Ora resta da capire cosa succederà alle navi delle ong che, una volta sbarcati donne, bambini, fragili e famiglie, si rifiuteranno di lasciare le acque italiane con a bordo gli altri migranti nonostante le disposizioni del decreto.

L’appello del Papa

Sul tema dei migranti è intervenuto Papa Francesco che ha lanciato un appello alla Ue. "La vita va salvata, il Mediterraneo è un cimitero, forse è il cimitero più grande" ma "l'Italia, questo governo, non può fare nulla senza l'accordo con l'Europa, la responsabilità è europea". "Ogni governo dell'Unione europea - ha quindi aggiunto Bergoglio - deve mettersi d'accordo su quanti migranti può ricevere" e "l'Ue deve prendere in mano una politica di collaborazione e di aiuto, non può lasciare a Cipro, alla Grecia, all'Italia e alla Spagna la responsabilità di tutti i migranti che arrivano alle spiagge".

Le posizioni di Francia e Ungheria

Un passo avanti per un accordo sulla redistribuzione dei migranti sbarcati in Italia potrebbe arrivare dalla Francia che, martedì metterà, in una riunione del suo ministero degli Interni, le modalità per l'accoglienza dei migranti sbarcati in Italia.

Intanto il premier ungherese Viktor Orban ha ringraziato Giorgia Meloni per difendere i confini dell'Europa - "Finalmente! Dobbiamo un grande ringraziamento a Giorgia Meloni e al nuovo governo italiano per aver protetto i confini dell'Europa". Lo scrive su Twitter Viktor Orban rilanciando un articolo in cui si dà conto della parziale chiusura dei porti alle navi delle Ong con a bordo i migranti. Il tweet si conclude con l'hashtag "#GrazieGiorgia".