Catena Fiorello contro Rula Jebreal: “Se attira l’attenzione così..”

Catena Fiorello, sorella dei più conosciuti Rosario e Beppe, è stata recentemente intervistata in merito alla partecipazione del fratello al Festival di Sanremo 2020. La scrittrice e presentatrice televisiva ha così avuto modo di esprimere la propria opinione sulla popolare kermesse canora. Ma soprattutto ha commentato uno dei temi più dibattuti del tanto chiacchierato show di Rai Uno. Ossia il ruolo della donna nella società di oggi, argomento del monologo sia di Diletta Leotta che di Rula Jebreal.

Catena Fiorello contro Rula Jebreal

A tale proposito, Catena Fiorello ha dunque ammesso di non aver condiviso gli interventi di entrambe le donne. “La vera modernità avverrà quando noi donne non saremo costrette a fare monologhi per dire che ci siamo anche noi. Se Rula Jebreal ha dovuto raccontare quella bella storia drammatica per attirare l’attenzione, tutta questa parità non c’è”.

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Catena Fiorello contro i monologhi sanremesi

La scrittrice siciliana ha poi precisato sulla Leotta: “Se Diletta dice che la bellezza è un dono, non aggiunge qualcosa alla buona causa delle donne”. Il concetto espresso da Catena è dunque che le donne dovrebbero pretendere la parità di genere a prescindere da monologhi come quello di Rula Jebreal e di Diletta Leotta. Raccontando poi della sua carriera, la donna ha precisato di non aver mai fatto niente per fare tv, consapevole del fatto che qualcuno poteva giudicarla come una raccomandata. “Rosario mi consigliò di usare uno pseudonimo, ma gli risposi che il nostro cognome ce l’ha dato papà. […] Ci ho messo otto anni a fare questo film [Picciridda], perché è cinema d’autore e non una commedia ridanciana”. A tale proposito, la scrittrice ha infine ricordato un bel complimento dettole da Oliver Stone al Festival di Taormina dopo la visione della pellicola.

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