Catena Fiorello su Diletta Leotta: "Se dice che la bellezza è un dono non aiuta le donne"

Catena Fiorello; Diletta Leotta (Photo: GETTY)

“Se la Leotta dice che la bellezza è un dono, non aggiunge qualcosa alla buona causa delle donne”. A parlare è Catena Fiorello, sorella scrittrice dello showman protagonista della 70esima edizione del Festival di Sanremo. Una volta calato il sipario sanremese l’autrice, intervistata dal Corriere della Sera in occasione dell’uscita del film tratto dal suo romanzo “Picciridda”, ha detto la sua sulla manifestazione.

“Mio fratello (Fiorello, ndr) ha partecipato a una festa per celebrare il suo amico Amadeus. Poi, la vera modernità sarà quando noi donne non saremo costrette a fare i monologhi per dire: guardate che ci siamo anche noi – ha precisato Catena Fiorello. Se Rula Jebreal deve raccontare quella bella storia drammatica per attirare l’attenzione, tutta questa parità non c’è”.

Concentrandosi sul monologo della Leotta, volto del giornalismo sportivo tra le dieci co-conduttrici della kermesse canora, Catena Fiorello sottolinea:

“Se Diletta Leotta dice che la bellezza è un dono, non aggiunge qualcosa alla buona causa delle donne”.

E sulla 70esima edizione del Festival di Sanremo, la scrittrice afferma:

“Ci ricorderemo del look di Achille Lauro e amo il vincitore Diodato, ma le canzoni eterne sono quelle di De André e di Mina”.

Reduce dalla trasposizione cinematografica del suo romanzo “Picciridda”, Catena Fiorello racconta un episodio legato agli inizi della sua carriera.

“Rosario mi consigliò di usare lo pseudonimo, gli risposi: il nostro cognome ce l’ha dato papà. I libri mica me li scrive Fiorello, né lo porto alle presentazioni. In Italia si vive sulle raccomandazioni, non si può credere che uno possa andare per la sua strada. Ci ho messo otto anni a fare questo film, perché è cinema d’autore e non una commedia ridanciana. Oliver Stone al Festival di Taormina mi disse: mi porterò dietro l’intensità dello sguardo della Picciridda”.

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