"Catiuscia Marini deve lasciare". Zingaretti prova a reagire, ma la soluzione in Umbria ha tempi lunghi

Rudy Francesco Calvo

Sul caso Umbria, Nicola Zingaretti ha davvero perso le staffe. Il suo atteggiamento pubblico resta mite, anche perché in pieno rush finale per la campagna elettorale non vuole mostrare sbavature rispetto allo stile mantenuto finora. Ma di fronte alla telecamere di Mezz’ora in più, ammette di essere “deluso, oltre che arrabbiato” per il comportamento di Catiuscia Marini. “Ha commesso un grave errore politico”, è la sentenza senza appello del segretario dem per la sua Governatrice. E glielo dirà a quattr’occhi, anche se non oggi, fanno sapere i suoi. È in Umbria per appuntamenti pubblici a Foligno e Perugia - dove è stato accolto da un caloroso e prolungato applauso della platea - ma per vederla aspetterà invece che la presidente umbra recuperi dopo il malore e il ricovero in clinica. La Marini è stata dimessa, ma i medici gli hanno prescritto almeno cinque giorni di riposo assoluto. Stress, la diagnosi.

I “tempi brevi” da lei annunciati per arrivare a una soluzione (si pensava a martedì) potrebbero quindi allungarsi fino alla fine della settimana. A quel punto, il giro di boa elettorale sarebbe a un passo e la tentazione di aspettarlo sempre più forte, magari nella speranza che un caos politico più consistente possa far passare in secondo piano la questione umbra.

 

La platea di Foligno all'iniziativa di Nicola Zingaretti

 

Per Zingaretti non è un’ipotesi praticabile. Per questo, oggi in tv ha alzato i toni: “Nel Pd che ho in mente, se qualcuno si vende i concorsi, siamo noi a cacciarlo senza aspettare le Procure”. Un messaggio rivolto all’esterno, a partire da quei 5 stelle “giustizialisti con gli altri e garantisti con i propri”. Ma anche ai propri compagni di partito.

È possibile che alla governatrice qualche suggerimento su come comportarsi sia arrivato anche da Roma? L’ipotesi aiuterebbe a spiegare il doppio voltafaccia della Marini. Il 16 aprile, la decisione autonoma (caldeggiata, ma non imposta dai vertici) di dimettersi, travolta non solo dall’inchiesta giudiziaria, ma...

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