'Cattedropoli', 8 docenti interdetti

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Un funzionario del ministero della Salute è stato arrestato dal Nucleo Speciale 'Polizia Valutaria' della Guardia di Finanza per peculato. E' accusato di aver fatto confluire, negli ultimi due anni, sui conti correnti personali somme per 1.395.000 euro. L'uomo, 55 anni, è impiegato nella Direzione Generale del personale, dell’organizzazione e del bilancio. I militari della GdF, sotto il coordinamento della procura di Roma, hanno eseguito nei suoi confronti un’ordinanza emessa dal gip applicativa della misura della custodia cautelare in carcere. Le indagini sono state avviate a seguito di approfondimenti antiriciclaggio relativi a transazioni finanziarie anomale: il funzionario, incaricato di istruire le pratiche di rimborso delle spese di viaggio sostenute dal personale ministeriale, aveva ideato un piano ingegnoso pur nella propria semplicità. Una volta ricevute le fatture dalle società che avevano reso servizi al ministero, provvedeva a falsificarle, inserendo nei mandati di pagamento il proprio Iban bancario in luogo di quello del reale beneficiario. LE PRATICHE - Il 55enne curava in prima persona la pratica amministrativa, seguendola nel relativo iter e interloquendo spesso con i vari uffici ministeriali, presso i quali godeva di fiducia e credibilità, essendo il principale referente per tali trattazioni. In altri casi, il funzionario produceva giustificativi di spesa relativi a missioni in realtà mai svolte, delle quali, grazie alla sua consolidata conoscenza della 'macchina ministeriale', riusciva comunque a ottenere la liquidazione. IL GIOCO - L'uomo utilizzava la maggior parte dei soldi che sottraeva illecitamente per effettuare operazioni di gioco presso diverse sale video-lottery di Roma. Alcune somme sono state invece trasferite sui conti correnti dei propri familiari. Oltre all'arresto è stato eseguito un sequestro dei conti, beni mobili e immobili nonché valori dell'indagato per un importo complessivo di circa 200.000 euro. Contestualmente, su disposizione dell'autorità giudiziaria, sono stati anche perquisiti i luoghi nella disponibilità dell'indagato, incluso il suo ufficio ministeriale. LE INTERCETTAZIONI - "I soldi chiamano i soldi" diceva in una conversazione intercettata il funzionario finito in carcere per peculato e autoriciclaggio. "Se mi va di giocare mille euro me li gioco, capito?" diceva ancora in una delle intercettazioni riportate nell'ordinanza firmata dalla gip Flavia Costantini. Secondo quanto emerso dalle indagini del nucleo della Finanza coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Carlo Villani, il funzionario utilizzava la maggior parte dei soldi che sottraeva illecitamente per effettuare operazioni di gioco presso diverse sale video-lottery di Roma arrivando a spendere 2mila euro al giorno. Alcune somme venivano invece trasferite sui conti correnti dei propri familiari.  LA GIP - Secondo la gip, pur di trovare denaro da spendere al gioco, non aveva "freno né dignità", "avendo avuto addirittura il coraggio di chiederlo all'anziana madre". E ancora, in un'altra conversazione, il funzionario arrestato diceva: "Aumentava il mio ego, nel senso che comunque riuscivo a fotterli tutti senza colpo ferire, nel senso che riuscivo a eludere qualunque controllo". Secondo la gip, "appaiono inidonee" misure cautelari diverse dal carcere perché "anche agli arresti domiciliari potrebbe o compiere ulteriori atti dispositivi del denaro di cui si è illecitamente appropriato o continuare a dissipare i propri beni continuando anche a giocare d'azzardo online o telefonicamente". IL MINISTRO - "Sono dispiaciuta per questa vicenda che coinvolge direttamente un funzionario del ministero perché la lotta alla corruzione è una battaglia che mi vede da sempre in prima fila - scrive il ministro della Salute, Giulia Grillo, in un tweet -. Se il procedimento dovesse andare avanti ci costituiremo parte civile".

Otto docenti universitari di materie mediche, indagati per i reati di falso in atto pubblico e abuso d'ufficio, sono stati interdetti dall'esercizio di pubbliche funzioni. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, Anna Liguori, su richiesta della Procura diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo.  

Sei docenti della Facoltà di Medicina di Firenze sono in servizio presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi; gli altri due docenti, che facevano parte di commissioni giudicatrici, apparterrebbero ad atenei milanesi. L'ordinanza di interdizione dall'esercizio di pubblici uffici è stata inflitta per una durata che varia dai sei mesi ad un anno. Ad eseguire la misura cautelare è stato il personale del comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze, che da tempo sta conducendo le indagini su presunti casi illeciti nell'assegnazione delle cattedre.  

L'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Tommaso Coletta, avviata alla fine del 2017, ha messo in luce "irregolarità che hanno riguardato le attività di predisposizione della programmazione triennale delle chiamate per professori e ricercatori universitari, nonché una procedura concorsuale per l'individuazione di un professore associato". 

"Le condotte oggetto di accertamento", spiega la Procura, "avrebbero comportato plurime violazioni dei regolamenti di Ateneo". I reati contestati agli otto docenti indagati vanno dal falso in atto pubblico, all'abuso d'ufficio, a quello di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente.