I caucus democratici in Iowa sono nel caos

Rita Lofano

Partenza con il piede sbagliato per i democratici ai caucus dell'Iowa che segnano l'inizio delle primarie per la corsa alla Casa Bianca. "Abbiamo rilevato delle incongruenze", ha reso noto il partito dell'Asinello, spiegando così il clamoroso ritardo nella diffusione dei risultati e la mancata ufficializzazione del vincitore.

"L'integrità dei risultati è di primaria importanza. Ci sono stati dei ritardi per controlli sulla qualità", è stato precisato mentre si rincorrevano voci sul malfunzionamento della app utilizzata per il conteggio delle preferenze. "Grande vittoria per noi nell'Iowa questa sera. Grazie!", è stato il commento ironico del presidente Donald Trump. Poco dopo, il manager della sua campagna per la rielezione, Brad Parscale, ha rincarato la dose: "I democratici si stanno cuocendo nel caos dei caucus che loro stessi hanno creato con il peggior disastro della storia... e questa gente vorrebbe gestire il nostro intero sistema sanitario?".

Anche i repubblicani in passato hanno avuto dei problemi nell'Iowa: nel 2012 ai caucus venne dichiarato vincitore Mitt Romney, per otto voti. Due settimane dopo la vittoria venne attribuita a Rick Santorum con un margine di 34 preferenze.

Secondo fonti democratiche, i risultati dell'Iowa saranno diffusi quando sarà giorno negli Usa. I caucus erano stati aperti alle 19 locali, le 2 del mattino in Italia, e chiusi intorno alle 21:30, le 4:30 in Italia.

Pur nella totale incertezza sul verdetto, il dem Pete Buttigieg ha rivendicato il trionfo. "Andremo nel New Hampshire vittoriosi", ha assicurato. Più cauti Bernie Sanders ed Elizaberth Warren. "Stanotte è l'inizio della fine di Donald Trump, il presidente più pericoloso della storia Usa, un presidente corrotto, un bugiardo patologico", ha dichiarato il senatore del Vermont. "Anche se i risultati sono in ritardo, rappresentano un passo in avanti verso la sconfitta di Trump", gli ha fatto eco Warren mentre Amy Klobuchar ha segnalato di aver "superato le aspettative".

Il favorito nei sondaggi nazionali, l'ex vice presidente Joe Biden, si è detto "fiducioso" mentre il suo staff ha chiesto spiegazioni sui ritardi al partito.

In palio nell'Iowa ci sono 41 delegati, meno del 2% del totale necessario per aggiudicarsi la nomination democratica. Eppure, come la storia insegna, la performance nell'Iowa è determinate perché segna la direzione delle primarie e a volte la stessa sopravvivenza dei candidati. Dal 1972, solo un democratico (Bill Clinton nel 1992) ha vinto la nomination senza essersi piazzato tra i primi tre nell'Iowa. Lo stesso vale per i repubblicani, con l'unica eccezione di John McCain nel 2008.