Cauda: "Gennaio rischioso, temiamo che il virus diventi più forte"

Primo Piano
·1 minuto per la lettura
(AP Photo/Jae C. Hong)
(AP Photo/Jae C. Hong)

Gli ultimi dati del bollettino del ministero della Salute registrano 23.477 nuovi contagi su 186.004 tamponi. I decessi in un giorno sono stati 555. Le terapie intensive sono salite ieri di 27 unità. Numeri in crescita che preoccupano gli esperti.

GUARDA ANCHE: Crisanti: “La terza ondata è certa”

Il dottor Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, ha lanciato un allarme sui rischi di una terza ondata di contagi: "Il virus sta circolando e le misure di mitigazione messe in atto, tra restrizioni, zone rosse e distanziamento, fanno quel che possono ma non riescono a bloccare l'infezione e la diffusione della malattia. L'unica vera svolta sarà il vaccino", ha detto, intervistato dal Messaggero. "Siamo nel pieno della seconda ondata della pandemia. E viviamo una reale preoccupazione di quel che può avvenire a gennaio - ha spiegato - temiamo che il virus diventi più forte".

L'orizzonte di metà gennaio

Guarda con cautela alle prossime settimane anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro: "L’incidenza si mostra in calo ma bisogna valutarla con cautela. Non dimentichiamoci che l’impatto del Covid durante le feste potrà essere valutato in modo solido nella metà di gennaio, intorno al 14-15” sono le parole del in conferenza stampa al Ministero della Salute.

GUARDA ANCHE: Brusaferro: “Evitare rilassamento misure”