Cavalieri lavoro, D'Amato:_l'Italia torni a investire su se stessa

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Roma, 22 ott. (askanews) - "Occorre rilanciare in maniera significativa gli investimenti, sia quelli pubblici che privati. Dobbiamo riprendere a investire su noi stessi, attuare un grande programma di potenziamento delle infrastrutture, dall'adeguamento delle reti materiali e immateriali, alla manutenzione e riqualificazione del territorio fino al risanamento ambientale e idrogeologico...Siamo chiaramente in sofferenza dopo oltre due decenni di mancanza di investimenti. E tutto ciò indebolisce non solo la qualità della vita e della convivenza civile ma anche la competitività del sistema-pèaese e la nostra credibilità agli occhi del mondo". Lo ha detto Antonio D'Amato, presidente della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro durante la cerimonia al Quirinale per le onoroficenze dell'Ordine 'Al merito del lavoro' ai 25 Cavalieri del lavoro nominati dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Premiati oggi anche gli Alfieri del Lavoro, i migliori studenti d'Italia.

"Vengono premiati uomini e donne che con la loro capacità di rischio e con il duro lavoro di tutti i giorni - ha detto D'Amato - hano fatto crescere le loro aziende e al tempo stesso il contesto sociale e civile nel quale operano. Imprenditori che provano una comprensibile soddisfazione e soprattutto un legittimo orgoglio per questo riconoscimento che non è un traguardo ma un ulteriore stimolo a fare meglio e di più".

Secondo D'Amato "dobbiamo ridare fiducia agli imprenditori italiani ed esteri perché l'Italia possa attrarre investimenti per allargare la base produttiva, per creare nuove e migliori opportunità di lavoro che valorizzino il saper fare italiano. Non c'è dubbio che le crescenti emarginazioni e disuguaglianze sociali e territoriali richiedano più investimenti in equità, ma occorre con chiarezza ricordare che per distribuire ricchezza bisogna innanzitutto crearla. E che l'Italia da oltre dieci anni è un paese a crescita zero. L'emergenza sociale rende quindi ancora più cogente la necessità di riavviare il motore economico sociale".